Donne, donne, donne

Oggi mi definisco gay, ma non è stato sempre così. A 15 anni (ma anche a 19) avevo desideri nei confronti del corpo femminile.
Lo scrivevo nel 1997 nel mio diario quando parlavo di scoprire i sentimenti ed anche il sesso con una donna, immaginando che l’unione delle due cose avrebbe dato luogo ad un rapporto davvero saldo.
Per quanto riguarda il presente, comunque, non credo di essere pronto a rinunciare al lato omosessuale, né a limitarlo in modo a me sconveniente.
Mi piacerebbe reimpossessarmi di ciò che ero perché faceva parte di me, ma allo stesso tempo mi sento molto cambiato. Inoltre certe conquiste possono richiedere elementi che io non sono disposto a concedere.

Trascrizione:
L’amore è un qualcosa che nasce e si sviluppa lentamente e in ognuno in maniera diversa: sarà molto più bello e soddisfacente scoprire tutte queste cose â ‘ntrasatta (N.d.A. d’improvviso) con la stessa donna: tra i due si istaurerà un rapporto così saldo che non potrà essere spezzato.

Consiglio ad un amico

La domanda che mi ponevo è come deve agire una persona che:
 cerca di tutelare sé stessa, la sua salute, la sua libertà
non ha scelto di essere nel ruolo in cui è
non è stata preparata a trovarvisi, anzi l’opposto
non è mai andata contro nessuno, ma si è limitata a scrivere i suoi pensieri al computer.

Sinceramente io credo che costui, se non fosse completamente soddisfatto, avrebbe diritto a scegliere soluzioni eccezionali. Inoltre penso che, anche se lo fosse, potrebbe ugualmente ravvisare la mancanza di talune condizioni essenziali.
Pare opportuno notare che, in ogni caso, le decisioni si prendono alla fine, non a metà del percorso. Comunque io penso che egli dovrebbe andare avanti per tutto il tempo necessario al totale appagamento d’ogni suo desiderio, ad ogni costo, nei limiti dell’etica che lui rispetta.
Tutto ciò tenendo a mente che con la forza, il complotto, la congiura, la menzogna e la corruzione si può incettare molto. Per questo motivo egli dovrebbe ricordarsi che, di fronte al mondo, egli è impotente.
Idealmente dovrebbe essere in grado di disporre del suo destino, ma — se non gli fosse consentito — avrebbe da comportarsi in modo da ottenere, cosa nemmeno questa garantita, di comandare su altri più impalatabili aspetti che lo riguardino.

Tiziano Ferro – Potremmo ritornare

Ho saputo che quest’oggi è in uscita l’album “Potremmo ritornare” di Tiziano Ferro, così sono corso ad ascoltarlo su Spotify.
Non l’ho fatto interamente perché la musica bisogna godersela a pieno, però ho ugualmente sentito qualcosa.
E anche se oggi non credo di esprimermi al meglio, volevo lo stesso radunare qui sopra alcune considerazioni.
Ho dovuto cercare il testo scritto per concentrarmi adeguatamente sulle parole, ma dunque:

∙ “Il conforto” sembra esattamente voler lenire e cullare, e ci riesce benissimo. Ecco, allora non sono l’unico a cui il sonno non è amico, e poi «per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio».

∙ “Potremmo ritornare” ha sicuramente un tono intimista, ed io sulle emozioni degli altri non metto bocca. Però, talvolta, anche se parzialmente, esse si sovrappongono alle mie.
Il brano infatti mi ha ricordato:

1) che, da adolescente, scrivevo e recitavo preghiere, alla cerca di emozioni e desideri mai esauditi;
2) che, in tema di perdono e odio, magari può esser vero per qualcuno che i sentimenti negativi a volte preludano a quelli positivi, ma — per quanto mi riguarda — anche se la rabbia mi tenta e ghermisce ordinariamente, essa mai si trasforma in un sentire annichilente o distruttivo;
3) che ho pianto in passato con qualcuno, ma non con un essere umano con cui mi ritenessi profondamente legato;
4) che la vita travolge e subissa all’improvviso, come io so bene;
5) che in un’altra esistenza ho anelato l’altrui approvazione, ed oggi mi accorgo di quanto fatuo questo placet sia;
6) che quando c’infliggono delle ferite non è mai agevole soppesarle in gravità e numero (“tornerai ferito grave“, si canta in quest’album);
7) che avrei voluto imparare a canticchiare “a voce alta” queste parole, ma oggi purtroppo non ce la faccio;
8) che mi domando se abbia senso parlare di troppo amore, oppure se — forse — questo sentimento nella sua forma più genuina include in sé stesso l’iperbole.

closeup

Se si pesa il cuore con entrambi le mani cosa succede? Io, piuttosto, mi son fatto una ecografia cardiaca e questi sono i risultati. Però mi chiedo che significato abbia la zona rossa.

A me stesso

Lungi da me il giudizio morale inappellabile, soprattutto verso altri esseri umani. Se non si conosce a sufficienza sé stessi, figuriamoci se ci si può calare negli altrui panni, nell’altrui vita, o nelle esperienze e nella biochimica di individui che non siamo noi.
Però magari certe azioni, anche dopo un lungo rimuginìo, rimangon frutto di compromesso e sollevano perplessità etiche, pur rinunciando ad emettere stigmi definitivi.
Ed alla fine credo che molte sventure da me sperimentate possano essere riassunte come la conseguenza di qualcuno che è venuto a patti con la propria coscienza per ragioni che non spetta a me sondare.
Quindi oggi il mio sentire, da sempre attento all’etica, vorrebbe ancor più provare a raggiungere la migliore moralità che possa ottenersi, ed avere anche il coraggio di fare rinunce a dispetto dei propri egoismi.
Oltre alla salute, auguro questo a me stesso. Per voi, scegliete voi.

El amor engendra el amor

 


Me gustaba escribir también cuando era niñito: cada vez que un cuaderno se terminaba se lo daba a mi padre que lo entregaba a su colega de Palermo.
Él contestaba a través de una larga carta en la que analizaba mis preferencias de estilo y disertaba sobre mi concepción de la vida, generalmente con palabras muy lisonjeras.
Yo me quedaba deslumbrado: de veras mis escritos escondían significados tan profundos? Pero, sin embargo, si alguien los encontraba, puede ser que estuviesen allí, lo que me animaba a aplicarme más.
Pensaba en eso porqué me acordé del proverbio inglés ‘love begets love’ (‘el amor engendra el amor’) y creí con una ráfaga de esperanza que a veces eso occurre.
Y ojalá las buenas obras hallen una forma de devolver lo bueno que hicimos en maneras inimaginables.
Quizás en aquella ocasión la vida nos agradece porqué la ayudamos a afirmarse.
Y yo también agradezco a quien me ayude.

In italiano qui.
English version here.

Fedez e Mika – Beautiful disaster

Conobbi questa canzone di Fedez e Mika sbirciando sul mio Spotify.
Notai che qualcuno la ascoltava, e allora mi precipitai a farlo anch’io.
C’è un qualcosa di travolgente in questa musica, in queste voci, in queste parole: è come se il brano ti portasse sull’orlo di un precipizio, al di là del quale s’intravede baluginare una speranza.
L’idea che mi faccio è quella di avvenimenti che siano burattinati da un “destino malevolo. Lo dice la parola stessa disastro che etimologicamente più o meno vuol dire «stella avversa».
E questo mi riporta alla mente gli «star-crossed lovers» della tragedia shakespeariana: in quel caso, come si sa, la sorte «pietosa e turbinosa» (nella traduzione di Goffredo Raponi) culminò con la morte.
Ci sono altri esiti per le sventure che oltrepassino una certa soglia? Tutto è possibile, ma allo stesso tempo non si può escludere che prima o poi si scelga la strada intuitivamente più agevole.

Articolo 31 – 2030

Da adolescente ascoltavo frequentemente gli Articolo 31.
E quando partiva il brano 2030 l’inquietudine mi pervadeva: anche se vivevo in un mondo ovattato, quella canzone riusciva a tirarmene provvisoriamente fuori.
Era come se acquistassi per un momento gli occhi di chi vede e conosce. Ed un brivido mi attraversava nell’immaginare lo scenario descritto: quello di un mondo che avesse irreparabilmente rovinato sé stesso.
Questo perché le parole a volte parlano davvero. E riescono, quando sanno farsi portatrici di un messaggio, a comunicarlo anche a chi è troppo ingenuo per afferrarlo a pieno.
Basta avere la sensibilità per ascoltarle col cuore.

Do unto others…

In mancanza di sonno, cerco di esporre (sia pure con qualche difficoltà perché oggi scrivere non mi è facile) alcuni pensieri che ritengo importanti.
Il primo tra essi è che ho la coscienza estremamente pulita, e desidero sia così per sempre.
La biochimica, le esperienze subite, l’istinto di autoconservazione, taluni pensieri pensati, possono aver prodotto qualche ammaccatura in me.
Ma quella, magari, sparirà, e soprattutto di essa non ho colpa alcuna: anzi, se dovessi essere totalmente sincero, pur ritenendomi fallibile, giudico negativamente chi la giudica e perciò mi giudica.
Soprattutto perché aver ricevuto nella vita diverse ingiustizie mi ha raffermato tetragonamente nel proposito di sforzarmi a non far mai del male nessuno, ed agire sempre nel modo più morale possibile. Questa è sì un’aspirazione, ma soprattutto una legge scalpellata nella coscienza dal giorno in cui son nato, ed ho costantemente provato ad applicarla.
E forse sarebbe bastato che l’umanità si fosse attenuta a questo solo principio, e non ad altri più superficiali criteri, perché oggi noi esseri umani fossimo immensamente più avanti nel progresso e nel benessere.
Il concetto, rivoluzionario per alcune menti, è che fare gli interessi di tutti coincide in ultima analisi con il badare esattamente ai nostri.
Ciò è semplicissimo da dirsi, ma ributtato con fermezza dall’egoismo che ci divora, il quale in effetti forgia dinanzi a noi una prospettiva errata sul mondo.
Speriamo di essere ancora in tempo a correggerla.

Question time: Perché ti piace studiare il sistema nervoso?

Studiare il sistema nervoso mi piace perché le possibilità collegate a questi studi sono infinite.
Esaminiamo allora qualche concetto.

Per esempio una notizia che ha attratto la mia attenzione è stata quella di un chip in grado di controllare i movimenti di un individuo agendo sul suo cervello. Potete leggere l’articolo in questione qui.

Questo ha un’importanza fondamentale perché, probabilmente, visto che possiamo controllare i movimenti precisi di una persona, non dovrebbe essere parimenti difficile gestire anche altri aspetti del suo comportamento condizionati da quest’organo. E praticamente sono infinite le cose governate da esso. Ciò potrebbe anche far sì che si verifichino scenari distopici.

Ad esempio i nostri gusti sessuali, alimentari e le nostre preferenze in genere dipendono da quanto queste cose siano in grado di scatenare nel nostro specifico caso delle reazioni positive nel sistema nervoso. Siamo programmati per cercare il piacere ed evitare il dolore, quindi se ricaviamo sensazioni positive da qualcosa, essa ci piacerà ed inizieremo a farla più spesso.

Non solo: il nostro umore e quello che abbiamo voglia di fare dipendono dal rilascio di sostanze chimiche che possono renderci felici, tristi, arrabbiati, amichevoli, sospettosi, e finanche folli.

Ancora una cosa: i libri di Oliver Sacks mi hanno insegnato che esistono cellule specifiche nel nostro cervello dedicate a concetti specifici di cui siamo a conoscenza: ad esempio questo neurologo di fama mondiale, purtroppo scomparso, parla di «Aston Martin cells», cioè di cellule dedicate a far riconoscere e ricordare le automobili Aston Martin agli appassionati quando le vedono. Quindi suppongo che se si potessero stimolare queste cellule (così come si sono potuti controllare i movimenti precisi di un uomo paralizzato) ci verrebbero alla mente dette automobili quando questa stimolazione si verifica.
Quindi cosa accadrebbe se a qualcuno fosse rivolta la domanda: «Quale macchina hai visto ieri sera?» mentre le cellule Aston Martin sono attive? Probabilmente questa persona inizierebbe a vagliare l’ipotesi di aver visto una Aston Martin, e magari se ne convincerebbe.
E se queste specifiche cellule venissero stimolate mentre egli dorme, credo che i suoi sogni verterebbero precisamente su un’automobile di questo tipo.

Anche le erezioni maschili dipendono da reazioni cerebrali: se vedo una ragazza ed ho un’erezione, magari ella mi piacerà di più.

Inoltre la vergogna, la paura e i sensi di colpa hanno origine nello stesso organo. Ad esempio uno studio che si trova qui spiega che:

Activations were found for both of these emotions in the temporal lobe (shame condition: anterior cingulate cortex, parahippocampal gyrus; guilt condition: fusiform gyrus, middle temporal gyrus). Specific activations were found for shame in the frontal lobe (medial and inferior frontal gyrus), and for guilt in the amygdala and insula.

Come vedete, sono innumerevoli le cose che si potrebbero controllare, ed altri aspetti che mi propongo di approfondire riguardano i processi di oblio e le implicazioni ad essi connesse, ma anche i correlati neurali della morale che ci consentirebbero di prendere decisioni etiche.

Infine, per rimanere in tema, trovo anche il concetto di ictus molto interessante e spaventoso, sia perché è capitato a mia nonna, sia perché mi domando se posso averne avuto uno io stesso negli ultimi mesi in seguito a strani e forti dolori avvertiti che assomigliavano a continui microchoc accompagnati da un enorme mal di testa.

Ultimamente infatti riscontro diverse difficoltà nella lettura e nel seguire, ad esempio, una trasmissione radiofonica o un videoclip su YouTube: infatti dopo averlo guardato mi accorgo di aver memorizzato soltanto un numero trascurabile di cose. E, allo stesso tempo, mi ricordo delle tante volte in cui mio padre mi ripeteva di quanto fosse pericoloso subire un’operazione al cervello.

In ogni caso argomenti come questo sono intimamente affascinanti, e credo continuerò ad interessarmi ad essi.

Per restare in tema, guarda anche qui e qui. A quest’ultimo link puoi trovare un documentario tratto da YouTube.

Lezioni di vita


Tra le altre cose che la vita mi ha riservato, posso citare qualche momento edificante e sereno: tra questi il privilegio di poter ascoltare i racconti e gli insegnamenti di zio G. i quali hanno saputo educarmi e mostrarmi cosa davvero significhi trovarsi in una situazione difficile.
Soprattutto ho imparato che per raggiungere un fine in cui si crede bisogna mettere in conto anche di perdere la propria vita.
Questo vale in special modo se non si sia mai dato il proprio consenso ad essere in certe situazioni e si abbia la coscienza pulita.

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