Memento

In presenza di avvenimenti dagli esiti incerti, richiamo alla mente ciò che, da bambino, ho ascoltato tante volte.
La narrazione è opera di una persona cara che mi ha accompagnato nella crescita: in queste parole trovo fiducia nel valore dell’abnegazione e speranza per l’umanità.

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Dalida – Il venait d’avoir 18 ans

Adoro questo brano. Contiene diverse frasi con le quali mi sento completamente d’accordo: avverto quasi che avrei potuto scriverle io.
Se considero la mia esperienza, infatti, quand’ho incontrato ventenni mi son sempre trovato di fronte a persone che univano scampoli di purezza infantile ad aspirazioni adulte e mature. Non lo sapevano, ma si percepiva guardandoli negli occhi, oppure occhieggiando tra le pieghe del loro comportamento.
Perciò, ho finito col convincermi anch’io che avere un’età del genere è di per sé una vittoria, specialmente se in futuro questo mondo riuscirà a migliorare almeno un pochino.
La canzone inoltre contiene altre tre strofe che ho vissuto sulla mia pelle in più occasioni: l’amore non ricambiato (“J’aurais donné n’importe quoi pour le séduire“), il senso di solitudine che in passato mi pervadeva dopo un rapporto occasionale (“Et pendant qu’il se rhabillait, déjà vaincue, je retrouvais ma solitude“), il senso infine di rassegnazione che un sentimento puro talvolta ci smuove dentro.
Non prevedo di fidanzarmi di qui a poco, però continuerò a pensare che l’amore è anche rinuncia per il bene dell’altra persona (“J’aurais voulu le retenir. Pourtant je l’ai laissé partir sans faire un geste“).
E poi sono innamorato di quel pourtant, quello sì. Messo lì, in quel contesto, finisce con l’avere un valore conseguenziale ed avversativo allo stesso tempo. È una bella cosa, soprattutto per una persona come me, che  a prescindere dagli esiti futuri  custodisce i ricordi e le persone importanti della sua vita con animo fermo e cuore forse malconcio (non lo so!).
In ultima analisi, questa canzone è un inno al fascino di un’età acerba. Fascino che, recentissimamente, sembra divenuto dimolto più forte.

La candeggina aiuta a protestare?

Ho trovato i tweet di questo ragazzo che, per incoraggiare una politica di controllo sulla vendita delle armi, ha pubblicato un’immagine in cui beve candeggina.
Più sotto aggiunge: “do it for the children!
Non so se abbia davvero agito come dice, ma la cosa non mi lascia indifferente: soprattutto perché io, durante il mio episodio psicotico, l’ho fatto davvero tante volte, sia pure in quantità limitatissime (mia madre può riferirlo!)
Sono dunque riconoscente a questa vita per essere guarito da quella orrenda condizione.
bleach24
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Percezione del timore

Many experiments have been done to find out how the brain interprets stimuli and how animals develop fear responses. The emotion, fear, has been hard-wired into almost every individual, due to its vital role in the survival of the individual. Researchers have found that fear is established unconsciously and that the amygdala is involved with fear conditioning.

By understanding how fear is developed within individuals, it may be possible to treat human mental disorders such as anxiety, phobia, and posttraumatic stress disorder.

(Source: Wikipedia)

Pensavo a come ora avverta il timore più come pensiero razionale che come sensazione fisica; in passato, invece, un brivido mi percorreva il corpo.
Il tempo muta tante cose e deve evidentemente dipendere da ciò.

In recent times I have perceived fear as a rational thought, whereas in the past I used to feel a shiver down my spine. Time changes how we react to life, so probably it must depend on that.

Ritrovamento

Ho ritrovato in un tiretto un vecchio libro di poesie in inglese.
Mi sarebbe piaciuto trascriverlo su queste pagine; però ho pensato: com’è dozzinale! com’è sguaiato! com’è scorretto! E mi son chiesto se quando avrò durata l’eroica fatica e l’avrò data, come si suol dire, alla luce, si troverà poi chi duri la fatica di leggerlo?
Tra tutti ho apprezzato un componimento, e mi sapeva male che una storia così bella dovesse rimanersi tuttavia sconosciuta; perché, in quanto storia, può essere che al lettore ne paia altrimenti, ma a me era parsa bella, come dico; molto bella.
E dunque la riporto qui:

If someone gets by with few hours of sleep
it’s not a problem, since he cannot weep;
if his mom wants to kick the bucket
why does he care? Fuck it!

In italiano la tradurrei, non letteralmente, così:

Se qualcun dorme invero pochino,
grave non è, ché non può far un piantino.
Se sua mamma vuol seriamente schiattare
perché ei si cruccia? Sia ilare!

prospo
Liberamente ispirato dall’introduzione del romanzo manzoniano.

L’evoluzione della mia sessualità

Ho notato di avere una sessualità cangiante per molteplici motivi.
Innanzitutto, fino ai diciannove anni, mi eccitavo guardando materiale porno etero e lesbo, anche se poi non capitava, per beffa puramente involontaria del destino, che qualcuna volesse essermi amica.
La prima volta che ho segato un ragazzo, ho avvertito un moto di vergogna e ripulsa, e mi son rifiutato di portar a termine l’atto con suo non troppo grande piacere.
All’università, poi, mi definivo omosessuale, ma ero piuttosto impacciato e intimorito dal sesso, e neanche consumavo troppa pornografia (pur incontrando spesso amici desiderosi di consegnarmi materiale di quel genere!). Ma io, qualche vita fa, certe cose non le guardavo per niente, limitandomi a lasciar riecheggiare nella mente durante l’onanismo i discorsi più stimolanti che sentivo, o perfino cercavo parole cariche di connotazione sessuale nel dizionario, e ciò bastava ad eccitarmi.
Il mio post sulle coppie aperte e quello sulle esperienze sessuali descrivono esattamente questo (scopavo una volta ogni cinque anni!).
Riguardo al ruolo sessuale negli atti omosex, ho sempre detto d’essere versatile, poiché m’è capitato di apprezzare molto il sesso anale sia da attivo che da passivo, però recentemente credo di desiderare in misura quasi esclusiva l’essere penetrato.
Inoltre, negli ultimi tempi, mi sono repentinamente accorto di non possedere quasi più nessuna vergogna. Credo ci siano dei vantaggi, ma anche degli svantaggi in questo. L’argomento, in ogni modo, è troppo lungo per essere succintamente trattato qui, ma mi pare opportuno sottolineare che cionondimeno non faccio sesso completo dall’anno 2012.
Eppure in passato, sia pure non quotidianamente, avvertivo stimoli sessuali eterodiretti, ma ora stranamente no, anche se immaginarli resta comunque piacevole. Oltre a ciò, ho capito di avere da qualche mese a questa parte ampliato i miei gusti sessuali (in passato mi piacevano solo i twink!), invece ora posso fantasticare veramente su qualunquissima cosa.
Proprio l’altro giorno, ad esempio, un twittero che seguo ha estrosamente pubblicato un filmatino d’una testudo linnaeus che s’avvicinava pericolosamente alle zone intime di un cane: inverecondamente, ho pensato che osservare la scena integrale sarebbe stato figo.

Una enfermedad del sueño

Sto traducendo anche in spagnolo la prima parte del mio racconto sulla malattia del sonno di Francischiello.
Click here for the napulitano, italiano, English and français versions.

Francischiello tenía una enfermedad del sueño. No lograba dormir.
Llevaba cinco meses sin cerrar los ojos.
Ya sé lo que vais a decir: este pobrecito habría debido ser muerto hace un montón de tiempo si las cosas fueran realmente así.
Pero, a decir verdad, cada tanto dormía un poco: unas horas, quizás tres o cinco, pero nunca toda la noche.
Y, aunque dormía, se levantaba así tantas veces que su descanso se parecía a una batalla.
Por eso pidió un remedio a su médico. El doctor le contestó que él había cogido un virus muy peculiar, tan raro que habitualmente nadie lo tomaba, pero dichosamente él tenía mucha fortuna.
La curación no era fácil, todavía se habría producido de forma espontánea y, hasta aquel momento, lo único que se podía hacer era cruzar los brazos y esperar.
Francischiello compartía el cuarto con su madre que era bastante añosa y tenía más de setenta años.
Ella reposaba mejor que su hijo, pero de forma claramente insatisfactoria: su sueño era liviano y también se despertaba a menudo.
Y a veces, en algunos domingos, la viejecita no pudo tampoco ir a misa por causa de su extremo casancio y decidió, provisionalmente, seguirla por televisión.
Pero el tiempo continuaba avanzando y nada cambiaba y lo difícil era anticipar cual sería el final.
Francischiello ahora ya se sentía desfallecer y las fuerzas le faltaban. Por eso arriesgaba ser llevado al hospital.

Il seguito qui, in italiano e napoletano.

Il fascino della medicina

Sono sempre stato affascinato dalla medicina, soprattutto in quanto scienza che mette in grado di appurare il proprio stato di salute e  perché no?  aiutare gli altri.
Se le mie conoscenze in materia fossero più vaste, probabilmente comprenderei qualcosa in più riguardo a termini come ipoacusia, blefarocongiuntivite, dacriocistite e tanti altri (tutte cose che mi sono state diagnosticate!).
Rimpiango anche di non essere mai andato da un ortopedico, considerato che me l’hanno spesso raccomandato.
Mi piacerebbe poi imparare ad interpretare la scrittura di certi medici, trovare una ragione dietro i forti dolori cardiaci sofferti per mesi nel 2012-2013, e valutare con occhio esperto il mio passato ricovero in ospedale psichiatrico.
Le domande sarebbero tante, comunque vi allego il dropbox con alcuni certificati medici ritrovati che mi riguardano, nel caso in cui la vostra comprensione sia più elevata e possiate riferirmi ciò ch’è stato scritto.
Tante altre ricette sono andate perdute, ma almeno ho potuto ritrovare queste.

ipoacusia

3im
i2gr

Une maladie du sommeil

Ho tradotto anche in francese la prima parte del mio racconto sulla malattia del sonno di Francischiello.
Potete trovare qui le versioni in napoletano, italiano e inglese.

Francischiello avait une maladie du sommeil. Il ne reussissait pas à s’endormir.
Ça faisait cinq mois qu’il ne serrait pas les yeux.
Bon, je sais ce que vous allez dire: ce pauvre garçon aurait dû être mort depuis longtemps si les choses eussent été ainsi.
Mais, à dire la verité, quelquefois il reposait un petit peu: deux heures, peut-être trois ou cinq, mais jamais pour une nuit entière.
Très souvent, même quand il dormait, il se reveillait beaucoup de fois, c’est-à-dire que ses nuits ressemblaient à une lutte.
Il avait demandé conseille à son médicin qui avait répondu qu’il avait attrapé un drôle de virus. Oui, cela ne serait pas arrivé à une personne normale, mais bon, il avait de la chance.
Regagner la santé, d’ailleurs, était effroyablement compliqué: la médecine disait que s’agissait d’un processus spontané, mais jusqu’à la guérison la seule chose qu’on pouvait faire était simplement de croiser les bras.
Franchischiello vivait avec sa mère qui n’était plus toute jeune, puisqu’elle avait plus de soixante-dix années sur ses épaules. Ses nuits étaient un peu meilleures, mais pas optimales: elle dormait d’un sommeil léger, fréquemment interrompu.
En quelques occasions, la veille dame avait dû renoncer à la messe dominicale, tant qu’elle était épuisée, en choisissant en revanche de la regarder à la télé.
Toutefois le temps continuait à s’écouler, la situation ne s’améliorait pas, et personne ne savait comment les choses se seraient développées.
Francischiello, désormais, sentait ses genoux l’abandonner: il était au bord de défaillir ou d’être forcément emmené à l’hôpital.

Il seguito qui, in italiano e napoletano.

Selfie d’epoca

Queste immagini riportano alla mia memoria una bellissima notte in albergo trascorsa con il mio ex.
E poi mi fanno pensare a quando ero un twink ed ero maggiormente in forma.

Vi allego, per completezza, il dropbox con tutti i file non adulterati (clicca qui)

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Per una pic vietata ai minori clicca qui (ma non è quasi porno).

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