Περίπατος

Inizio una nuova giornata mentre fisso l’orologio che indica le ore quattro del mattino.
Respiro per così dire profondamente e abbozzo un sorriso. Attendo che l’ora s’attardi: il tempo trascorre in modo capriccioso con un’andatura irregolare.
Decido dunque di fare una passeggiata: le strade son deserte.
Per prima cosa mi accorgo di un bambino bellissimo che cammina impettito con lo sguardo un po’ assente, si passa una mano tra i capelli ancora folti e tira dritto per la sua strada. Lo squadro con attenzione e mentalmente mi auguro, tra le altre cose, che la sua giovane età gli consenta di osservare, quando io non ci sarò, una umanità migliore e più sincera.
Sùbito dopo occhieggio un genitore che porta a spasso la sua complessione ancora muscolosa. A poca distanza gli viene dietro sua figlia.
Fuggevolmente la guardo in tralice e penso che non potrebbe mai appartenere a me: sarebbe ingiusto, non essendo io mai riuscito a provare sufficiente affetto per il sesso femminile.
Lì accanto c’è anche la madre che a tutta prima non avevo nemmeno scorto: la sua bellezza icastica non è particolarmente eloquente per i miei occhi, ma — sessualmente parlando — mi fa ricordare che anche le donne mi erano piaciute fino all’età di diciannove anni.
Ora invece smetto di osservarla e continuo ad esplorare i dintorni. Mentre cammino mi accorgo che l’umore è piatto, insensibile, anestetizzato: tutto sommato, però, non posso sentire la tristezza, l’ansia o altre emozioni negative, quindi per forza, per forza dev’essere una bella giornata.
Acquisto allora in un negozio alcune birre che più tardi berrò di gusto e proietto in avanti lo sguardo: ci sono tre ragazzi estremamente attraenti che non ho mai incontrato precedentemente. Uno di loro ha un culo scolpito e ben sporgente che sembra invitare ad una sessualità naturale e disinibita.
Li fisso negli occhi e stentoreamente affermo:
“Carini tutti e tre!”
Da parte loro essi immagazzinano il messaggio ma non rispondono.
La passeggiata intanto prosegue allietata da diversi avvenimenti che candidamente si dispiegano nei miei paraggi. Per dirne una, tanti piccoli uccellini mi cinguettano melodiosamente attorno, intonando un motivo ancestrale e fascinoso: quasi sembra che il loro piumaggio variopinto teneramente ne assecondi il ciangottìo.
Da essi sgorga un canto giubilante che allieta le mie orecchie e mi rammenta di quando anch’io potevo modulare la voce e dedicarmi per isvago all’arte di Clio.
Poi, poco più in là, due signore berciano in dialetto stretto: si tratta, senza dubbio, della vecchia Napoli verace ed autentica che per fortuna fatica a morire. E a poca distanza intravedo il chiosco di un granitaio che espone il cartello “cold water“.
La sua bellezza è inoltrata negli anni, ma ancora riesco a percepirla integralmente.
Infine, prima di rincasare, adocchio una libreria ben fornita: tuttavia mi sa che ancora non posso leggere, non è finora giunto quel tempo, ho altre cose a cui pensare.
Ad esempio dovrei appassionarmi di cucina, botanica, calcio, e persino geografia, perché evidentemente ho qualche lacuna in queste discipline e in tutte le attività che richiedono una certa prassia.
Ora però indugiare in strada non sembra più opportuno. Allora mi gratto il naso con le mani perfettamente levigate, e percorro a malincuore con un po’ d’affanno le scale che odorano appena percettibilmente di uno sterile afrore chimico.
Arrivato in camera mia, incrocio le dita e penso che questa sera incontrerò un ragazzo, anche se non potrò pienamente soddisfarlo con il mio organo. Eppure una volta esso sparava anche cinque cartucce al giorno e sfoggiava erezioni migliori e più lunghe.
Però, magari, ci dedicheremo a quel che resta del sesso, soffermandoci poi a discutere se tra noi dovesse dal nulla crearsi un’intesa.
Per adesso, comunque, è meglio restare ancora a lungo in solitudine.

I start a new day while the alarm clock shows it’s 4 a.m.
I breathe as deeply as I can, wearing an imperceptible smile. I loiter around while time capriciously drags on.
I choose to take a walk and I discern that every road around here is deserted.
I can see a very cute child strutting his way with an empty stare. He combs his thick hair with his hand and walks on. In the meanwhile I intently look at him and I wish he’ll be around when the world will hopefully become a much better place.
Next to him there’s a muscled father with his baby girl coming after him. I swiftly squint at her sideways, thinking she could never be my daughter since my love for women has always been almost nonexistent.
Her mother, beside her, had eluded my senses. She possesses an icastic beauty, which is not enough to me, even though it still conjures up the thought that I’d liked women up to the age of nineteen.
That’s why I look elsewhere and I keep exploring my surroundings. While I’m walking I take notice of my mood, and I draw strength from perceiving that I’m utterly calm, say anesthetized, with no sadness, no anxiety, and no negative feelings whatsoever. I can’t be wrong: today must be a good day.
I buy a few beers in a store and I set my mind to guzzling them down later on. Looking ahead, I stumble across three very handsome guys whom I had never met before. The chiseled ass of one of them seems an invitation to a spontaneous and uninhibited sexual activity.
I stare at them and, at the top of my lungs, I let out the cry:
“Y’all so cute!”.
They store the message with no reply.
In the meanwhile I keep sauntering. Several birds start singing around me. The little ones are very charming and resisting to the enticement of their chanting and chirping is getting increasingly hard. Their garish plumage appear to second the rhythm of the soft melody.
They are singing with jubilation and it’s like a balm to my ears. I listen and I am reminded of the times when my voice could be morphed in a throng of ways when I dabbled in the art of Clio.
A few inches away from this scene I can see two ladies bickering in the Neapolitan vernacular.
This is, without a shadow of a doubt, the remnant of the old and authentic city which does not want to cave in to the modern times. And, beside them, a granita seller has decorated his kiosk with the letters that exactly read ‘cold water’.
He’s still cute despite the passage of time and my perception is not mistaken. Then I catch sight of a bookshop that’s so replete with tomes that my thirst of reading is rekindled again.
But I can’t do it anymore. I should rather slot in some cuisine and botany and get passionate about soccer and geography because I’m not extremely knowledgeable in these disciplines and I definitely miss some practical skills.
Now it’s time to go home. I scratch my nose with my smooth hands, huffing and puffing on the stairs that climb to my flat. A sterile smell suddenly hits my nose.
I get to my room and I cross my fingers, thinking I’m going to meet a guy.
Alas, my penis — for the first time — won’t be enough and I bethink myself of the days when I could ejaculate five times per day and it was harder and longer.
But I guess we’ll find something sexual to do. We’ll then have a chat if our chemistry spontaneously decides to cooperate.
In spite of this, in my heart I still covet some solitary time in the days to come.



Questo è un post di admin scritto in data 1 agosto 2017 alle ore 09:35 e appartiene alla categoria English, Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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