Dal barbiere

Il garzone del mio barbiere è metrosessuale e gli sono simpatico. Oppure è gay, che lo sappia o meno, e nutre verso di me ben altre inclinazioni.

Osservandolo, il mio gaydar emette una luce gialla ben definita che, come con i semafori, invita a procedere, sia pure con cautela.

E poi ci sono altri elementi che mi lasciano pensare:

  • Ci impiega molto più tempo del necessario con me: e, quando mi fa lo sciampo, sciacqua e risciacqua, e soprattutto accarezza, a lungo, chiedendomi, più volte, se la temperatura è corretta e chiamandomi per nome.
  • Cerca di intrattenere una conversazione, anche se non sa bene cosa dire; oggi sembra che abbia trovato un po’ più di coraggio: si esprime con attenzione, pesando le parole, e – per ipercorrettismo misto a qualche lacuna – sbaglia i condizionali, però ci si appoggia con la lingua mentre li dice, e si vede che si sta sforzando per evitare gli errori.
  • Ha un tocco gayo – e non provate a negare che esista una cosa del genere; io, almeno, so bene quel che intendo: è esitante nel contatto, delicato nel movimento, indugiante nell’interromperlo.
  • Mentre è a lavoro tende, con la coscia, ad appoggiarsi un po’ contro di me: magari cerca un migliore equilibrio, chi lo sa; io di certo non mi ritraggo e lo lascio fare, anche quando noto che, muovendosi, è divenuto per qualche secondo l’inguine a fungere da sostegno. Ovviamente è che cerco di non intralciare il suo operato, mi capite?

Alla fine, comunque, gli lascio sempre la mancia e mi sento generoso: dev’essere che mi è sempre stata a cuore la questione sociale.
Lui ringrazia e ci salutiamo. Until next time.



Questo è un post di admin scritto in data 8 giugno 2011 alle ore 17:11 e appartiene alla categoria Gay life. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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