Dialogo di una lesbica con un ex-gay

Avevo già parlato dei presunti ex-gay a proposito della mia lettera ad Adamo Creato.

La recente pubblicazione in Spagna dei lavori di tale Richard Cohen mi offre però l’occasione di discuterne nuovamente, soprattutto perché l’intervista che quest’individuo ha concesso a Rachel Maddow, presentatrice americana dichiaratamente lesbica, è un ottimo spot contro di lui.

Ve ne riassumo dunque alcuni passaggi per facilitarne la comprensione.

Nei primi minuti si evidenzia come gli scritti di Cohen (ed i membri della sua organizzazione) siano stati utilizzati in Uganda per fornire sostegno teorico ad un progetto di legge che prevede la pena di morte per gli omosessuali.
Poi comincia l’intervista vera e propria.

L’autore inizia col discolparsi: il suo è un messaggio di pace e di amore verso tutti ed è stato frainteso a sua insaputa: in più i gay sono sempre stati contro legge in Uganda, per cui qual è la novità?
Cerca poi di chiarire che lui non è affatto un politico.
Rachel risponde che il libro ha detto agli attivisti anti-gay esattamente ciò che volevano sentire, descrivendo gli omosessuali come “predatori che devono essere fermati per proteggere gli innocenti”.
Richard cerca allora di fare marcia indietro e Rachel cita un passaggio orrido in cui si afferma che “i gay hanno il dodecuplo delle probabilità di violentare ragazzini”.
Cohen risponde affermando che rimuoverà quelle frasi dalle successive edizioni e che esse sono state estrapolate dal contesto: in realtà – si ripete – la sua organizzazione promuove soltanto un messaggio d’amore verso tutti.
La giornalista è lapidaria: hai le mani sporche di sangue!

In questa seconda parte, Rachel argomenta che parlare di cura oppure cambiamento è una questione meramente semantica; poi riporta un altro passaggio che, tra i vari fattori alla base dell’omosessualità, cita nientemeno che la razza.
L’autore ha forse dimenticato di averlo scritto e prova a negare. Bellissimo il botta e risposta: “prendi le cose fuori dal contesto”, “no, bello: le prendo dal tuo libro” e anche, poco dopo, l’osservazione: “Non sono sicura di avere lo stomaco per leggerlo”.
Richard è costretto ancora una volta a smentirsi, stavolta a proposito della razza come cofattore ‘scatenante’ l’omosessualità.

Rachel chiarisce allora che Richard non è un terapeuta autorizzato. Lui cerca di cavarsi d’impaccio asserendo che comunque soddisfa i requisiti legali per praticare la psicoterapia ed il fatto che l’American Counseling Association lo abbia espulso è dovuto unicamente all’odio che i gay presenti in quell’associazione covano verso di lui.
Poi ribadisce che ora è sposato e ha tre figli, e questo lo rende credibile. Gli viene chiesto se prova ancora attrazione verso i maschi e la risposta è stranamente molto indiretta e parecchio articolata: in particolare egli argomenta che il suo bisogno di stabilire un legame con il padre si è poi caricato di connotazione sessuale durante la pubertà.
Rachel spiega che in realtà Richard continua a nutrire attrazione sessuale verso i maschi.
Lui dice che lei ha capito male (you’re mischaracterizing that), anche se poi si lascia uscire che il suo matrimonio è stato stupido e che è ridicolo pensare che alcune cose scompaiano facilmente (people who say ‘get married, it’ll take it away’ are ridicolous).

La conduttrice afferma alla fine: “Tutte le autorità professionali in questo campo affermano che un cambiamento non è possibile”, tranne coloro che cercano di vendervi qualcosa.
E, in ultimo, chiosa: so che non sei felice di come ti ho trattato, ma spero ammetterai che sono stata equa.

Sarà bene notare che in Italia i lavori di Cohen sono ripresi sia da Adamo Creato che dalla UCCR.



Questo è un post di admin scritto in data 10 gennaio 2012 alle ore 18:09 e appartiene alla categoria Gay life. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

Un commento

  1. Alida Vismara ha detto:

    Mamma mia come erano retrogradi nel 2012, ora tutti sanno che si puo’ cambiare l’orientamento sessuale, peccato che non mi permette neppure di postare qualche link che subito viene preso per spam…. altrimenti potevo mettere centinaia di testimonianze… cosi’ la lesbica giornalista poteva riporre l’ascia di guerra e’ stare tranquilla… e guardarsi un po’ in “casa” cosa succede e chi e’ veramente che scatena l’omofobia… con i loro comportamenti irreprensibili :(

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