From the beach

  • Un nonno, capelli bianchi e pelle adusta, fa il bagno con la sua piccolina, cinque o sei anni. E le sussurra all’orecchio: «Ma no che non ti serve il reggiseno, quando crescerai le donne staranno tutte con le zizze da fuori».
    Sì, la pedagogia deve aver raggiunto nuove e più sublimi vette :D
  • Una donna, urlante bassifondista tamarra, si rivolge alla sua creatura: «Pìgliame l’aifòn a dint’a burzetta».
    Ma rob de màtt – dicono a Milano: adesso questo giocattolone lo usa anche certa gente!
    Per la cronaca, io tifo Android (che tra l’altro continua a fare passi da gigante).
  • Mi càpita a fianco un ragazzo asiatico chiaramente in vacanza con i genitori. Mi fissa, un po’ impacciato.
    Cavoli, quanto è caruccio. Dicono che una certa razza ce l’abbia piccolo.
    Ma io sono convinto che a farglielo crescere ci penserei poi io.
  • È ora di rincasare: la gente si accalca e fa capanello attorno al pullman che è diretto alla stazione.
    Ma siamo in troppi. L’autista inizia a dire che deve chiudere le porte.
    Gli astanti brontolano, una signora si erge a paladina di tutti e spiega che in realtà lo spazio c’è.
    Ne sorge una mezza tarantella: uno spiega che il bus è lungo solo nove metri e non vuole perdere la patente professionale trasportando passeggeri in sovrannumero; l’altra controbatte che non è ammissibile arrivare a casa troppo tardi.
    Il conducente la incalza, lei comprende di avere torto e scende. Gli altri si rassegnano ad aspettare.
    Io, frattanto, guardo l’autista e gli sorrido, in pieno stile Gabrielle Solis.
    Dopodiché monto a bordo. Si parte.



Questo è un post di admin scritto in data 17 agosto 2011 alle ore 22:37 e appartiene alla categoria Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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