Gli attributi dell’umanità

Le parole hanno una funzione: propriamente quella di comunicare chi siamo e come ci sentiamo.
Quando questo potere incommensurabile si deteriora, l’umanità è perduta, poiché non più in grado di trasmettere messaggi significativi, ma solo di ricavarli servendosi dell’inferenza. Tuttavia, così facendo, le probabilità di incorrere in errori ermeneutici aumentano vertiginosamente, soprattutto se la peculiarità ci contraddistingue.
Questo perché il discorrere è un attributo irrinunciabile del nostro essere, come del resto ve ne sono tanti. Tra di essi precipuamente possiamo enumerare la fiducia, poiché senza di questa il vivere diviene fattualmente impossibile. Quindi misero è colui che ha buone ragioni per dubitare di nutrirne.
Anche l’omeostasi umorale, sebbene normalmente non menzionata nelle interviste, non può tralasciarsi: un individuo a cui venga infatti sottratta di sicuro non darebbe la migliore impressione di sé.
Ci sono poi molti altri modi attraverso i quali la nostra identità personale si sviluppa: ad esempio il ricevere sotto un profilo endogeno o esogeno segnali contraddittori, atroci o deumanizzanti non ci garantisce esattamente di manifestare la versione più incantevole di noi stessi.
Il problema giace nel fatto che possiamo fare solo ciò che da noi dipende, e non altro. Né perlopiù dovremmo arrogarci diritti che non ci spettano, precisamente in virtù della nostra rettitudine morale.
Impreteribilmente però dobbiamo poter trasformarci proprio nelle persone che vogliamo essere, ed assumere tutte le tutele necessarie a difesa della nostra libertà personale e della salute. E queste cose potrebbero essere raggiungibili a prescindere dal luogo in cui ci troviamo e dal nome a cui rispondiamo.
Solo allora la vita acquisterà valore e continuerà a serbarlo presso sé, potendo noi scansare la follia alionormata ed i gioghi che opprimono la nostra identità.

Words are there for a reason, that is communicating who we are and how we feel.
When this incommensurable power withers away, mankind is lost, since meaningful messages can no longer be conveyed, but only inferred. But, in doing so, the odds of producing hermeneutical errors grandiosely levitate, especially if peculiarity is our birthmark.
The necessity of carrying a conversation is interwoven within us, along with many others. Trust, for example, has seminal importance if we consider that, when it is lacking, we cannot viably exist. Woe betide him who has good reason to be skeptical in that regard.
Even mood homeostasis, although not often mentioned, cannot be easily dismissed. Fickle people are in fact not well regarded.
Moreover, our personal identity develops in several ways, and when we receive opposing signals, that are at once atrocious and dehumanizing, both endogenously and exogenously, we are not guaranteed to showcase the most beguiling version of ourselves.
The problem lies in that we can only do what is dependent on us, and should not claim to have rights we are not entitled to, exactly in virtue of our moral rectitude.
We cannot help, though, but be allowed to morph ourselves into the best version of ourselves and protect, with every means, our personal freedom and health. And this could be achieved no matter where we are and how we are called.
Only then will life find and cherish its taste, when we will be able to eschew provoked folly and yokes which downtrod our identity.



Questo è un post di admin scritto in data 29 marzo 2017 alle ore 18:42 e appartiene alla categoria English, Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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