Grégory Lemarchal – En chantant

Uno dei parametri per giudicare una canzone è il numero di emozioni provate, talvolta proporzionale alla quantità di pensieri che essa evoca.
Questo brano di Sardou (di cui adoro l’interpretazione di Grégory Lemarchal) mi fa pensare a moltissime cose e sembrano tutte, più o meno, in accordo con il mio sentire.
Ad esempio tra esse vorrei ricordare:

 la necessità di approcciarsi all’esistenza in modo ottimista, propositivo, determinato;
 l’ingenuità delle prime esperienze e dei primi amori che aggiunge ad essi una patina di fascino;
 il concetto di sincretismo religioso e filosofico per cui la cosa più importante diviene l’agire altruista e apportatore di bene;
  un approccio tranquillo con la morte e finanche con la propria sepoltura, senza patemi, perché quando è necessario è necessario;
  il legame con i nostri genitori e l’ideazione immaginifica di un incontro metafisico con loro;
  l’idea di filiazione per cui un giorno dovrebb’essere possibile mettere al mondo ed amare qualcuno che discenda da noi;
  l’amicizia, i bons copains, e tutti gli interrogativi connessi con la loro eventuale esistenza;
  la vita, intesa come continuum che ci conduce dall’infanzia all’estremo termine.



Questo è un post di admin scritto in data 11 febbraio 2017 alle ore 08:10 e appartiene alla categoria Chiave di violino. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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