Impression, soleil levant

Qualche ora fa mi sono levato, aprendo gli occhi al nascente 2012.
Ho bevuto un po’ di latte e preso il caffè, accompagnando il tutto con una fettina di panettone, l’ultima superstite dopo queste feste.

Poi ho messo su un 33 giri (comperato ieri, con gli amici in giro per Napoli) dove sono ricompilati alcuni successi musicali italiani a cavallo tra gli anni ’30 ed i ’40.
Sono brani delicati, amorosi, ineffabili – ultimo baluardo di un’èra che fu.

E alla fine mia madre è venuta a portarmi una grande cartella, contenente alcune stampe di quadri famosi. Gliel’avevo chiesta io, visto che si è ridipinta e un pochetto rinnovellata la mia stanza.

Così ho scelto di appenderne una: si tratta di Impression, Soleil levant di Claude Monet.
Vuoi perché l’impressionismo mi comunica qualcosa di particolare (mi sembra ieri quando, dodici anni fa, ero alla National Gallery di Londra a restar folgorato da quei capolavori), ma – anche e soprattutto – come atto propiziatorio nei confronti di un altro segmento di vita che sopraggiunge.

Auguri a tutti: che la vita sia per noi lieve e benevola.



Questo è un post di admin scritto in data 1 gennaio 2012 alle ore 12:03 e appartiene alla categoria Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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