In difesa

In difesa della propria salute non si può certo assumere un atteggiamento passivo, soprattutto in presenza di certi umori e certe condizioni di vita. Scrivere e comunicare diventano allora concetti fondamentali, ma ci si limita a quello (almeno quello!).
La mancata conoscenza di alcuni meccanismi, quando vi sia consapevolezza di simulazioni in atto, non consente di dare ascolto al parlare altrui quando le affermazioni siano in contrasto con il proprio sentire.
Si sa, comunque: tutto è possibile, anche se da bambino mi ripetevano sovente che è meglio pensar male.
Non è questa però l’unica ragione che spinga ad essere guardinghi: c’è anche il ripercorrere con la mente ciascuna sofferenza patita nel corso della propria esistenza, da quelle neonatali, a quelle infantili, a quelle più recenti, e il ricordarsi che esse sono accadute davvero, e hanno causato i loro danni.
Quindi, ci si domanda: cosa si può escludere? Quale rassicurazione sarebbe a sufficienza disinteressata?
Forse aiuterebbe sperare nell’aiuto di chi disponga degli elementi sufficienti, ammesso che qualcuno davvero abbia una visione genuina d’insieme. Improvvido però sarebbe affidarvisi completamente.



Questo è un post di admin scritto in data 14 dicembre 2016 alle ore 15:29 e appartiene alla categoria Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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