La monogamia è naturale?

Il post di oggi nasce da un tweet di PPS che esprimeva le sue opinioni in tema di monogamia.
Anche io spesso mi sono interrogato in proposito e quindi sono giunto a ricavarne alcune idee. Però, come spesso avviene per ciò che mi riguarda, esse sono in continua evoluzione e domani potrei rendermi conto di essermi almeno parzialmente sbagliato.

Partiamo comunque dalle definizioni. In etologia, secondo quel che dice il dizionario, per monogamia si intende «l’abitudine dei maschi di certe specie animali ad accoppiarsi e a convivere con un’unica femmina». Credo che l’uomo sia, soprattutto in relazione ai suoi istinti, un animale anche lui e perciò penso che tale enunciato possa andar bene anche per noi – tralasciando la generalizzazione eterosessista.

Ecco dunque che mi chiedo se noi siamo naturalmente fatti per accoppiarci con un’unica persona.
La mia risposta è: dipende!

Sono giunto infatti alla conclusione che ogni essere umano è differente e vive la propria sessualità in modo unico e peculiare.
Quindi penso che vi sia chi ha impulsi più forti verso la poligamia e chi, invece, no.

In secondo luogo, ritengo che i bisogni di ciascun individuo varîno a seconda del periodo della vita e delle circostanze che egli sta attraversando.

Da queste due premesse discende allora il mio credo per cui sia la monogamia che la poligamia sono due opzioni parimenti naturali per l’uomo: secondo me dipende dai singoli individui, dalle fasi in cui si trovano e dalle dinamiche che ciascuna coppia pone in essere.
Sintetizzando, però, penso sia possibile per un essere umano:

  • Provare attrazione sessuale esclusivamente nei confronti di un individuo.
  • Provare attrazione sessuale in misura maggiore nei confronti di un individuo e in misura minore nei confronti degli altri.
  • Provare attrazione sessuale indiscriminata nei confronti di una moltitudine di individui.

Certo, sicuramente si può sempre scegliere di attenersi ad un certo comportamento a prescindere dagli impulsi che si provano.
Ad ogni modo, la maggioranza degl’individui, io credo, rientra nella seconda e terza categoria.

Però, a mio modo di vedere, vi sono alcuni esseri umani in cui l’attrazione fisica discende da un sentimento che provano, ossia: “desidero fare sesso con te soltanto perché ti amo”.
Per costoro una persona con determinati parametri estetici potrebb’essere piacevole da guardare ma non scatenerebbe nessun forte desiderio dal punto di vista istintivo e lussurioso poiché mancherebbe qualcosa di importante.

Personalmente:

  • Mi trovo attualmente nella fase 3 con alcune importanti limitazioni. Ossia: ora come ora, qualunque persona esteticamente rispondente ai miei canoni suscita in me desidèri sessuali.
  • Le limitazioni sono rappresentate dal fatto che ho un desiderio molto basso di praticare sesso anale con una persona che per me non ha nessun valore. Inoltre il mio impulso sessuale continua ad essere molto amplificato dall’affetto, al punto di provarlo nei confronti di persone che, forse, se le conoscessi oggi, non mi piacerebbero esteticamente.
  • Quando in passato sono stato innamorato, c’è stato per circa due anni un periodo in cui provavo attrazione sessuale pressoché esclusiva nei confronti di un individuo. In quel periodo forse avrò visto soltanto uno o due pornazzi, visto che soltanto pensare a lui riusciva ad eccitarmi sessualmente.

Per quanto mi riguarda, non so ovviamente cosa mi riserverà il futuro: tantopiù, non so se potrò mai più riprovare ciò che ho vissuto, e nemmeno se invece mi sorgerà il desiderio di trombare qualunque essere umano attraente che mi capiterà d’incrociare in istrada.

Comunque, probabilmente, io non appartengo alla maggioranza degli individui, soprattutto in àmbito gay. Però, ciononostante, ne ho conosciuti diversi che, ad esempio, non desideravano baciare o abbracciare persone sconosciute, mentre non avevano nessun problema nello scoparle.
Io invece non avrei alcuna difficoltà nel coccolarmi intimamente con un perfetto estraneo.

Ritengo che quant’ho scritto dimostri che gli uomini siano tutti tra loro diversi e non esista una natura umana unica, universale e immutabile. Probabilmente il fatto è che siamo animali infinitamente più complicati.

Detto questo, reputo che l’amore monogamico, quello in cui davvero non si desidera nient’altro al mondo, possa essere estremamente appagante.
Però, in ultima analisi, penso anche che non sta a noi scegliere quali sono gli impulsi che avvertiamo: io stesso non so se mi capiterà mai più di rivivere certe esperienze.



Questo è un post di admin scritto in data 30 ottobre 2011 alle ore 21:11 e appartiene alla categoria Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

2 commenti

  1. Luis from Genoa ha detto:

    Ciao, è da un po’ di tempo che seguo il tuo blog, sia perchè è splendido ahahaha non posso non sbrodolare in complimenti, sia perchè fare ‘rete’ tra noi ragazzi gay, specie se in modo intergenerazionale, lo trovo bello quanto indispensabile. Un giorno troverò il coraggio e il tempo di aprire anche il mio di blog, e non mancherò di segnalartelo se lo vorrai :)

    Per quanto riguarda questo post, volevo dirti che ovviamente le conclusioni che trai sono sacrosante e per certi versi quasi ovvie: ogni individuo vive la propria sessualità in modo unico e peculiare, e non solo: come giustamente aggiungi lo stesso individuo può avere diversi slanci monogami o meno a seconda del momento che sta vivendo.
    Ma viste le premesse dell’articolo di pic che introduci, credo abbia voluto sondare altre frontiere dell’aspetto monogamo dell’uomo, ossia la sua ‘predisposizione naturale’… cioè in quanto animale, come anche tu fai presente, ma soprattutto in quanto ‘specie umana’…
    Ovvero, secondo i soliti esempi dei pinguini che si accoppiano per tutta la vita o il coniglietto che se ne strombazza tre o quattro ogni primavera, ecc, l’uomo dove si colloca? Il ‘sacro vincolo del matrimonio’ è anche biologicamente applicabile all’uomo (inteso in maniera mooolto generalista, molto un tanto al chilo e in larga scala, indipendentemente dalla voglia di ‘scappatelle’ del singolo individuo).

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