Lettera aperta ad Adamo Creato

Caro Adamo,
ho letto con attenzione la tua testimonianza in cui hai scritto a quel sito, sostenendo di essere un ex gay.
A me sembra di ricordare di aver trovato in rete parole identiche qualche anno fa, ma non importa.
Converrai, comunque, che i sospetti nei tuoi confronti siano doverosi, visto che dietro queste faccende è abituale che vi sia un incredibile giro di soldi: si vende, in tali casi, davvero di tutto, ivi comprese cure o prestazioni professionali miracolose e salatissime. Pecunia non olet.
In aggiunta, vi è  una vasta schiera di individui e mitomani a vario titolo, i quali, coltivando determinati convincimenti politici o religiosi, sono disonestamente dispostissimi ad alterare la verità pur di avallare e pubblicizzare il messaggio che è a loro congeniale.

Tuttavia, diamo per scontato che tu sia in buona fede. Della tua lettera, se è così, mi colpiscono vari aspetti.

Racconti di aver provato ad andare con uomini ed in séguito di esserti accorto di cercare il sesso in maniera compulsiva. Scrivi infatti: «da quel momento qualcosa è successo nel profondo di me stesso, tanto da crearmi una dipendenza, finché quasi non distinguevo più se il partner sessuale col quale mi intrattenevo era un uomo o una donna».

Non faccio fatica a crederti: sono tanti quelli che sfogano un loro malessere interiore praticando un’intensa attività sessuale; il fatto è che ciò che si fa con il fine più o meno consapevole di riempire un vuoto finisce spesso con l’essere distruttivo.
Perfino il comportamento più salutare del mondo, qual è quello di nutrirsi attraverso il cibo, può scadere negli eccessi dell’anoressia e della bulimia quando vi sia un forte disagio che ingenera queste patologie.
Ma ciò non dimostra affatto che il cibo sia sbagliato: sappiamo invece che la medesima pulsione può originarsi sia da un desiderio benefico, ad esempio la ricerca della felicità, quanto pure da un disperato tentativo di coprire i problemi interiori sottostanti.
Insomma, per essere più chiari, ci tengo a dire che il tuo discorso equivale a confrontare i disordini alimentari con un sano appetito e da ciò concludere che è meglio smettere di nutrirsi, oppure – che so? – darsi agli intrugli in polvere dalle proprietà eccezionali.

Sapevi che pure la sessualità gay può essere vissuta in modo da distinguere un individuo da un insieme indefinito di orefizi? Tu non ti accorgevi, per tua stessa ammissione, se ti trovavi con un uomo o una donna, ma ti assicuro che vi sono persone omosessuali che vivono storie d’amore significative, sincere ed importanti. Non è dunque ideologicamente corretto attribuire i tuoi limiti a tutti gli altri.

In secondo luogo, hai parlato di un gay-pensiero che suggerisce che «gay è meglio». Be’, dove l’hai letto? Il messaggio è che conta essere sé stessi, ossia essere quel che si è davvero.

Poi, vabbè, descrivi le tue inquietudini, e credo siano personali e insindacabili. Ad un certo punto, però, concludi che «quelle attrazioni non erano spontanee né volute». Qui non ti seguo: ciò che non è attivamente ricercato dalla nostra volontà è per definizione spontaneo, che cosa dunque vuoi mai significare?

In ogni caso, qualche riga dopo, continui con l’affermare che «l’unica teoria accettata dagli attivisti gay è: ‘divertiti e fai quello che ti piace, momento per momento; non esiste nulla di giusto o sbagliato, esiste solo quello che ti piace’».
Ma scusa, perché confondi l’omosessualità con l’attivismo gay? Hai forse velleità politiche? E comunque l’attivismo gay, a limite, sostiene un concetto molto più ristretto di quello che tu esprimi,  ossia che noi non scegliamo di diventare gay, quindi non possiamo essere considerati moralmente nel torto per il solo fatto di esserlo.

Per la cronaca, lo ha affermato anche il catechismo della tua Chiesa Cattolica che, sebbene si contraddica in altri documenti, riportava che «un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali innate. Costoro non scelgono la loro condizione omosessuale». È anche vero, lo so, che l’ultima frase, seppur presente nell’edizione del 1992, è stata poi rimossa nella ristampa del ’95 e l’aggettivo innate è stato sostituito con la locuzione profondamente radicate, indice che forse gli estensori hanno una posizione quantomeno non chiara e fluttuante in materia; ma quest’è un’altra storia.

Comunque, tornando a bomba,  riferisci di come la Chiesa ti abbia accolto, di modo che adesso senti di essere una nuova creatura: ci sono, in effetti, tanti modi per riempire un disagio: il problema è che ora stai creando un altro vuoto, sopprimendo una parte di te stesso.
Lo sai bene perché ammetti di non essere «un monolite inattaccabile» ed argomenti che «le cadute sono sempre dietro l’angolo». Però poi dici di non provare più interesse per i ragazzi: ma allora, scusa, di che cadute vai mai cianciando? Nessuna persona che non prova interesse per i ragazzi continua a portare con sé il timore di “cadere“.

Io credo che il tuo percorso interiore non sia finito. Magari tra qualche anno ce lo racconterai.

Quello che so per certo, però, è che il tuo messaggio è molto pericoloso perché –  a parte mille altre considerazioni – rischia di istigare infelicità in altre persone, e soprattutto ho in mente tutti quei ragazzini gay che si sono uccisi perché volevano sinceramente cambiare ma non vi riuscivano.

Inoltre è sicuramente un bello spottino per ciarlatani succhiasoldi e rovinavite – e ingenera senz’altro convinzioni errate in chi, in buona o cattiva fede, non conosce davvero l’argomento di cui si parla.

Comunque, non sei il primo a compiere questo cammino e giungere a conclusioni contrarie alla più autorevole scienza medica e psicologica che è concorde nello stabilire che il proprio orientamento sessuale è indipendente dalla volontà.

Vuoi sapere com’è finita negli altri casi?
Lascia che te lo mostri attraverso un clip in lingua inglese:



Questo è un post di admin scritto in data 25 ottobre 2011 alle ore 20:05 e appartiene alla categoria Gay life. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

2 commenti

  1. Giovanni ha detto:

    Anch’io ho letto la testimonianzia di Adamo sul sito Uccr e penso che due righe di commento siano doverose: l’Uccr è un gruppo di fanatici religiosi cui principale proposito è cercar di spiegare come anche la fede possa trovare spiegazione su basi razionali. Fin qui non ci sarebbe niente da eccepire. Il problema è che spesso appaiono notizie false e comunque così tendenziose da risultare totalmente ivveritiere, è normale trovare fonti citate solo parzialmente e sono numerosi i riferimenti a pseudo-studi o studi di dubbissima qualità, spacciati invece come se arrivassero dal meglio della comunità scientifica. Inutile aggiungere che tutti gli intellettuali e scienziati interpellati sono di certissima fede cristiana, tutti gli altri sono considerati alla stregua di poveri mentecatti, come generalmente vengono definiti dai partecipanti del forum.
    Il sito funziona infatti soprattutto come forum e sono innumerevoli gli interlocutori che si sono lamentati di esser stati censurati nel momento di denunciare le irregolarità e le distorsioni nel riportare le notizie. Insomma, è un sito dedicato interamente alla propaganda religiosa di carattere integralista, dove l’omosessualità viene chiamata “omosessualismo” come a volerne sottolineare l’aspetto patologico. Il caso di Adamo Creato sembrerebbe essere il tipico caso di una personalità debole che si è fatta trascinare verso il bisessualismo. Ha ragione quindi chi considera che questo signore non è mai stato un omosessuale vero e che il suo racconto non può essere portato come esempio di “guarigione”, almeno dal punto di vista scientifico.
    Complimenti comunque per questa lettera aperta, molto profonda e senza una parola di troppo, speriamo serva a smorzare le discriminazioni e i tanti luoghi comuni che girano sull’omosessualità.

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