La vita di coppia negli anni Quaranta

In questi giorni sto riordinando i libri di famiglia. E c’è così tanto da leggere che mi duole la testa nello sforzo di abbrancare molteplici cose tutte assieme.

E dunque m’è capitato tra le mani un testo pubblicato nel 1942, a firma di tale Walther Von Hollander, una sorta di guida antesignana alla vita di coppia, ossìa – a quei tempi – al matrimonio.

Al di là dei condizionamenti derivanti dalla Weltanschauung dell’epoca, trovo vi siano, disseminati tra le pagine, alcuni guazzi al confine tra genio e schiettezza.
Ovviamente dovrei esaminare il tutto con attenzione per esprimere un giudizio complessivo e sensato (ho letto soltanto alcuni passi), però voglio nondimeno riportarvi quelli che dipiù m’hanno colpito o divertito.

Ecco, riguardo al matrimonio, ad esempio, secondo l’autore:

Veramente” ci si dovrebbe sposare per amore e le cose dovrebbero andare press’a poco così: l’uomo trova la donna e la donna l’uomo senza i quali non potrebbero reciprocamente vivere. Effettivamente… questo capita, ma di rado. Di solito si è uniti da una certa simpatia (che persona simpatica!), da rapporti amichevoli, professionali e da attrazione fisica.

A proposito di astinenza sessuale:

L’indifferenza deriva quasi sempre dalla poca astinenza, che è frutto di molteplici incontri, la cui frequenza non può che disilludere e generare la noia.

Ma soprattutto, io penso che i concetti più interessanti, anche se leggermente velati, siano espressi in tema di monogamia e poligamia:

Monogamo si può chiamare chi ha appartenuto per tutta la vita soltanto al proprio compagno ed anche dopo la sua morte non può vivere con nessun altro. Tutti gli altri sono poligami e monogami a metà, avvicinandosi più all’uno o all’altro secondo i casi.
Persone mononogame, nel vero senso della parola, non ne abbiamo ancora incontrate. Di due donne, disfatte dalla morte dei loro mariti e che sembravano vicine al suicidio, una si risposò dopo tre mesi, l’altra in meno d’un anno.

Per la cronaca, secondo me esagera un po’. Però trovo stimolante la riflessione che segue, ossia:

La monogamia va intesa come scopo e non come premessa. […] Quando il giovane saprà quanto calore, quanta comunicativa saggezza è contenuta nel matrimonio e nella monogamia, quando saprà che l’esperienza matrimoniale lo renderà più focoso e più profondo, allora la monogamia comincerà ad espandere le sue attrattive ed a far comprendere che vale la pena di anelare la sua conquista.

Bilancio e progetti

Avvicinandosi la fine del 2011, è dunque tempo di bilanci.
Ecco: questo blog è nato per caso, secondo l’émpito di un momento. Dopo ci ho preso gusto ed ho seguitato.
Temo di non averne ancora per lungo, però ormai mi sono affezionato a codeste pagine.

In esse vi ho raccontato qualcosa di me e delle mie esperienze, con particolare riguardo alla sfera affettiva e sessuale: non è materia infinita.
Vi ho poi fatto conoscere qualche canzone cui sono davvero legato: non ve ne sono tantissime.
Però, beh, andrò avanti – finché posso – a ruota libera, secondo l’estro: non posterò a ritmi serrati, ma tenterò d’esserci.

Sicuramente vedrete altre fotografie di me stesso; tra l’altro pare siano l’unica cosa che davvero interessano ad alcuni, come la mia casella email può testimoniare.
Dopotutto mi sto allenando con dedizione sia nella pesistica che nel cardiofitness: desidero accrescere la mia forza ed aumentare velocità e resistenza nelle attività aerobiche – e fare davvero sul serio.
Recentemente ho aggiunto l’ellittica, visto che tutti sembrano tenerci al culo. Ne riparleremo nei prossimi mesi ed entro l’estate.

Inoltre, per l’anno venturo, vorrei introdurre due rubriche fisse, di cui una però dipende da voi.
E dunque: se mi scrivete, raccontandomi quel che vi pare, oppure chiedendo un’opinione, sarò pronto a rispondervi e pubblicarvi.
L’altra, invece, è molto più prosaica: voglio divertirmi a commentare clip porno di produzione amatoriale.
Anche qui potete collaborare, chiaramente, sia segnalandoli che producendoli, non mi lamenterò di certo.

In ogni caso: a presto ritrovarci e, trovandomi a scriverne, felice anno nuovo a tutti.

I tre fantasmi del Natale

Nella famosa novella di Dickens, Ebenezer Scrooge incontrava tre fantasmi, uno per ogni stagione della sua vita.
E dunque, se li trovassi io, cosa verrebbe mostrato dinanzi a me?

Il fantasma del Natale passato ricorderebbe senz’altro quand’ero bambino, i grandi entusiasmi per una semplice tombola da mille lire, la gioia per avere il permesso di restar svegli fino a tardi.
Alzando lo sguardo, apparrebbero coloro che non sono più, eppure solevano a quest’ora festeggiare con me, così nuovamente li rivedrei.
Lì vicino, forse, un altro paio di anime care, a rammentare d’un tempo che non tornerà.

Poi il fantasma del Natale presente indicherebbe soltanto un’immagine mia, come io posso vederla in questo momento allo specchio, senz’altri commenti.
Ci sarebbe il disincanto, la malinconia e un fuochino di speranza basso e tremulo.

E poi, col Natale futuro, nient’altro che una visione cangiante, perché il tempo che sarà non è un blocco di marmo già inciso, ma piuttosto somiglia ad un pugno di argilla che le nostre scelte continuamente rimodellano.
E, da una parte, dunque, ci sarò io, io e nessun altro; io, io e basta.
Non troppo malandato, sicuramente perfezionatomi nell’arte di contentarmi di ciò che ho, e con una scìa di sogni e desidèri perduti e infranti.
Dall’altra, forse io con Qualcuno, oppure qualchedue, qualchetré, qualchetanti insignificanti.

Ma ammetto, in fin dei conti, che non posso più figurarmi niente di tutto ciò con viva nitidezza.

Trash gay

Avere su Facebook diversi contatti gay consente di attingere, di prima mano, a perle purissime di trash. E quando trash e gayume si incontrano lo spettacolo è garantito.

Per cui vi lascio i miei auguri – per queste feste natalizie e per il venturo 2012 – attraverso queste chicche, tratte da Youtube.

La prima: il cantante bulgaro Azis. Rinuncio a descriverlo, vedetevi il clip se ne avete voglia.

La seconda: le olimpiadi di salto sul pene, questa è postatissima. Si vede che in giro vi sono molti campioni o aspiranti tali.

La terza: ma io mica lo sapevo come funzionava l’erezione un fallo artificiale; e dunque, se per caso siete ignoranti, potete colmare qui le vostre lacune. E poi sembra così strano vedere un (simil-)cazzo sul tubo, senza censure.

PS:  Grazie dell’affetto che mi state dimostrando attraverso la mail privata.

Hundred Little Reasons – Someday

Questa canzone, ascoltata per caso, mi piace molto.
Sarà forse che guarda alla fine delle cose con tranquillità e senza patemi, nel modo in cui aspiro a fare anch’io.
Oppure magari perché considera ogni individuo nell’unicità del suo essere interiore, in un qualche modo composita, tra l’altro, dalle sue conoscenze ed esperienze.

Dunque un ottimo ascolto per una giornata nuvolosa ma serena come questa.

Someday we will go,
pack up all we know,
climb inside,
go for a ride,
nothing left to hide.

It doesn’t change a thing,
everything you bring,
it’s all inside,
all open wide,
nothing left to hide.

Autoscatto / In posa

Adolescente gay di qualche anno fa

Erano molto diverse le cose soltanto poco più di dieci anni fa.

Senza Internet né cellulari non si andava molto lontano; alle prese con le turbe ormonali della prima adolescenza, mi accontentavo di trovare qualche immagine femminile provocante tra le pubblicità dei giornali.
Oppure pensavo ai miei amici che parlavano di sconcerìe. Solo che siccome i loro racconti erano di matrice eterosessuale, questo indirettamente mi rendeva etero. Oppure no?

Il massimo dell’eccitazione era cercare sui dizionari termini come masturbazione. Pratica erotica che consiste nella manipolazione dei genitali per raggiungere o per procurare il piacere sessuale. Wow.

Per il resto mi arrangiavo con gli spot notturni delle emittenti libere, quando mi ricordavo di impostare il timer del VCR, oppure se per caso mi svegliavo nel cuore della notte.

E poi, nei pressi di casa mia, c’era un tipo che vendeva film pornografici contraffatti, ovviamente pieni di fighe. Qualche volta glieli chiedevo, però avevo vergogna di chiamarli con il loro nome, li definivo erotici e lui mi correggeva.
Ed io pensavo: grazie al cacchio!

Raramente ho telefonato alle hotline erotiche: ce n’erano di gay, per fortuna.
Ne ricordo una in cui erano romanzati in un buon italiano racconti di orge e ripetute eiaculazioni, interpolati da gemiti e sospiri.
Ma ovviamente costava un occhio della fronte, per cui pensai bene di registrare ciò che sentivo su di un’audiocassetta, in modo da riciclarlo un gran numero di volte.

In tema di sex toy

Non ho mai posseduto nessun sex toy.
Chiaramente non mi scandalizzano. Però, cionondimeno, penso che la maggior parte degli articoli oggi in commercio procuri poco piacere e costi uno sproposito.

Tuttavia, in generale, la tecnologia mi interessa molto.
Per questo motivo ogni tanto mi capita di dare uno sguardo alle sue possibili applicazioni pratiche in questo settore.

Ecco, purtroppo ritengo siano molti i progressi necessari: per esempio sono a conoscenza dell’esistenza di strumenti elettrici come l’AutoBlow o l’Ohmibod.

Il primo è uno spompinatore automatico: solo che, come si può vedere dai video dimostrativi, penso sia estremamente poco pratico usare le mani per tenere questo coso al suo posto.
Cioè, non potevano creare una specie di supporto per cui uno poteva semplicemente rilassarsi?
Altrimenti tanto valeva segarsi, no?

L’Ohmibod invece si collega all’iPhone o similari: l’apparecchio regola l’intensità della vibrazione a seconda della musica in riproduzione.
Solo che, boh, mi sembra una cosa troppo rudimentale.
Però magari riuscirebbe ad avvicinarmi all’hard-rock, chi può dirlo? :D

Piuttosto, aspetto con ansia che la robotica si evolva ad un punto tale da creare qualcosa di davvero interessante.
Insomma, penso che un bambolo gonfiabile sia un accessorio tremendamente inefficace, soprattutto perché sostanzialmente si tratta di un po’ di plastica inerte ed inanimata.

Tuttavia, un bel robottino regala-piacere, dotato di un minimo di intelligenza artificiale, mi vedrebbe senz’altro tra gli acquirenti.
Dopotutto non dovrebb’essere molto difficile da realizzare, non trovate?

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