El amor engendra el amor

 


Me gustaba escribir también cuando era niñito: cada vez que un cuaderno se terminaba se lo daba a mi padre que lo entregaba a su colega de Palermo.
Él contestaba a través de una larga carta en la que analizaba mis preferencias de estilo y disertaba sobre mi concepción de la vida, generalmente con palabras muy lisonjeras.
Yo me quedaba deslumbrado: de veras mis escritos escondían significados tan profundos? Pero, sin embargo, si alguien los encontraba, puede ser que estuviesen allí, lo que me animaba a aplicarme más.
Pensaba en eso porqué me acordé del proverbio inglés ‘love begets love’ (‘el amor engendra el amor’) y creí con una ráfaga de esperanza que a veces eso occurre.
Y ojalá las buenas obras hallen una forma de devolver lo bueno que hicimos en maneras inimaginables.
Quizás en aquella ocasión la vida nos agradece porqué la ayudamos a afirmarse.
Y yo también agradezco a quien me ayude.

In italiano qui.
English version here.

Fedez e Mika – Beautiful disaster

Conobbi questa canzone di Fedez e Mika sbirciando sul mio Spotify.
Notai che qualcuno la ascoltava, e allora mi precipitai a farlo anch’io.
C’è un qualcosa di travolgente in questa musica, in queste voci, in queste parole: è come se il brano ti portasse sull’orlo di un precipizio, al di là del quale s’intravede baluginare una speranza.
L’idea che mi faccio è quella di avvenimenti che siano burattinati da un “destino malevolo. Lo dice la parola stessa disastro che etimologicamente più o meno vuol dire «stella avversa».
E questo mi riporta alla mente gli «star-crossed lovers» della tragedia shakespeariana: in quel caso, come si sa, la sorte «pietosa e turbinosa» (nella traduzione di Goffredo Raponi) culminò con la morte.
Ci sono altri esiti per le sventure che oltrepassino una certa soglia? Tutto è possibile, ma allo stesso tempo non si può escludere che prima o poi si scelga la strada intuitivamente più agevole.

Articolo 31 – 2030

Da adolescente ascoltavo frequentemente gli Articolo 31.
E quando partiva il brano 2030 l’inquietudine mi pervadeva: anche se vivevo in un mondo ovattato, quella canzone riusciva a tirarmene provvisoriamente fuori.
Era come se acquistassi per un momento gli occhi di chi vede e conosce. Ed un brivido mi attraversava nell’immaginare lo scenario descritto: quello di un mondo che avesse irreparabilmente rovinato sé stesso.
Questo perché le parole a volte parlano davvero. E riescono, quando sanno farsi portatrici di un messaggio, a comunicarlo anche a chi è troppo ingenuo per afferrarlo a pieno.
Basta avere la sensibilità per ascoltarle col cuore.

Do unto others…

In mancanza di sonno, cerco di esporre (sia pure con qualche difficoltà perché oggi scrivere non mi è facile) alcuni pensieri che ritengo importanti.
Il primo tra essi è che ho la coscienza estremamente pulita, e desidero sia così per sempre.
La biochimica, le esperienze subite, l’istinto di autoconservazione, taluni pensieri pensati, possono aver prodotto qualche ammaccatura in me.
Ma quella, magari, sparirà, e soprattutto di essa non ho colpa alcuna: anzi, se dovessi essere totalmente sincero, pur ritenendomi fallibile, giudico negativamente chi la giudica e perciò mi giudica.
Soprattutto perché aver ricevuto nella vita diverse ingiustizie mi ha raffermato tetragonamente nel proposito di sforzarmi a non far mai del male nessuno, ed agire sempre nel modo più morale possibile. Questa è sì un’aspirazione, ma soprattutto una legge scalpellata nella coscienza dal giorno in cui son nato, ed ho costantemente provato ad applicarla.
E forse sarebbe bastato che l’umanità si fosse attenuta a questo solo principio, e non ad altri più superficiali criteri, perché oggi noi esseri umani fossimo immensamente più avanti nel progresso e nel benessere.
Il concetto, rivoluzionario per alcune menti, è che fare gli interessi di tutti coincide in ultima analisi con il badare esattamente ai nostri.
Ciò è semplicissimo da dirsi, ma ributtato con fermezza dall’egoismo che ci divora, il quale in effetti forgia dinanzi a noi una prospettiva errata sul mondo.
Speriamo di essere ancora in tempo a correggerla.

Question time: Perché ti piace studiare il sistema nervoso?

Studiare il sistema nervoso mi piace perché le possibilità collegate a questi studi sono infinite.
Esaminiamo allora qualche concetto.

Per esempio una notizia che ha attratto la mia attenzione è stata quella di un chip in grado di controllare i movimenti di un individuo agendo sul suo cervello. Potete leggere l’articolo in questione qui.

Questo ha un’importanza fondamentale perché, probabilmente, visto che possiamo controllare i movimenti precisi di una persona, non dovrebbe essere parimenti difficile gestire anche altri aspetti del suo comportamento condizionati da quest’organo. E praticamente sono infinite le cose governate da esso. Ciò potrebbe anche far sì che si verifichino scenari distopici.

Ad esempio i nostri gusti sessuali, alimentari e le nostre preferenze in genere dipendono da quanto queste cose siano in grado di scatenare nel nostro specifico caso delle reazioni positive nel sistema nervoso. Siamo programmati per cercare il piacere ed evitare il dolore, quindi se ricaviamo sensazioni positive da qualcosa, essa ci piacerà ed inizieremo a farla più spesso.

Non solo: il nostro umore e quello che abbiamo voglia di fare dipendono dal rilascio di sostanze chimiche che possono renderci felici, tristi, arrabbiati, amichevoli, sospettosi, e finanche folli.

Ancora una cosa: i libri di Oliver Sacks mi hanno insegnato che esistono cellule specifiche nel nostro cervello dedicate a concetti specifici di cui siamo a conoscenza: ad esempio questo neurologo di fama mondiale, purtroppo scomparso, parla di «Aston Martin cells», cioè di cellule dedicate a far riconoscere e ricordare le automobili Aston Martin agli appassionati quando le vedono. Quindi suppongo che se si potessero stimolare queste cellule (così come si sono potuti controllare i movimenti precisi di un uomo paralizzato) ci verrebbero alla mente dette automobili quando questa stimolazione si verifica.
Quindi cosa accadrebbe se a qualcuno fosse rivolta la domanda: «Quale macchina hai visto ieri sera?» mentre le cellule Aston Martin sono attive? Probabilmente questa persona inizierebbe a vagliare l’ipotesi di aver visto una Aston Martin, e magari se ne convincerebbe.
E se queste specifiche cellule venissero stimolate mentre egli dorme, credo che i suoi sogni verterebbero precisamente su un’automobile di questo tipo.

Anche le erezioni maschili dipendono da reazioni cerebrali: se vedo una ragazza ed ho un’erezione, magari ella mi piacerà di più.

Inoltre la vergogna, la paura e i sensi di colpa hanno origine nello stesso organo. Ad esempio uno studio che si trova qui spiega che:

Activations were found for both of these emotions in the temporal lobe (shame condition: anterior cingulate cortex, parahippocampal gyrus; guilt condition: fusiform gyrus, middle temporal gyrus). Specific activations were found for shame in the frontal lobe (medial and inferior frontal gyrus), and for guilt in the amygdala and insula.

Come vedete, sono innumerevoli le cose che si potrebbero controllare, ed altri aspetti che mi propongo di approfondire riguardano i processi di oblio e le implicazioni ad essi connesse, ma anche i correlati neurali della morale che ci consentirebbero di prendere decisioni etiche.

Infine, per rimanere in tema, trovo anche il concetto di ictus molto interessante e spaventoso, sia perché è capitato a mia nonna, sia perché mi domando se posso averne avuto uno io stesso negli ultimi mesi in seguito a strani e forti dolori avvertiti che assomigliavano a continui microchoc accompagnati da un enorme mal di testa.

Ultimamente infatti riscontro diverse difficoltà nella lettura e nel seguire, ad esempio, una trasmissione radiofonica o un videoclip su YouTube: infatti dopo averlo guardato mi accorgo di aver memorizzato soltanto un numero trascurabile di cose. E, allo stesso tempo, mi ricordo delle tante volte in cui mio padre mi ripeteva di quanto fosse pericoloso subire un’operazione al cervello.

In ogni caso argomenti come questo sono intimamente affascinanti, e credo continuerò ad interessarmi ad essi.

Per restare in tema, guarda anche qui e qui. A quest’ultimo link puoi trovare un documentario tratto da YouTube.

Lezioni di vita


Tra le altre cose che la vita mi ha riservato, posso citare qualche momento edificante e sereno: tra questi il privilegio di poter ascoltare i racconti e gli insegnamenti di zio G. i quali hanno saputo educarmi e mostrarmi cosa davvero significhi trovarsi in una situazione difficile.
Soprattutto ho imparato che per raggiungere un fine in cui si crede bisogna mettere in conto anche di perdere la propria vita.
Questo vale in special modo se non si sia mai dato il proprio consenso ad essere in certe situazioni e si abbia la coscienza pulita.

Alcune considerazioni in ordine sparso

Ho appena guardato la timeline del mio Twitter: in essa era citata la parola grazia.
Questo mi riporta alla mente un pensiero di cui sono fermamente convinto: quando talvolta si parla di concedere la grazia a qualcuno, generalmente si intende il perdonarlo per un male ch’egli ha commesso. Ma se per caso si discorresse di grazia in merito ad un individuo che non ha colpa alcuna (ad esempio io), piuttosto che trattarsi di un atto di clemenza ci si potrebbe trovare di fronte ad una calunnia.
E le calunnie e la non piena salute, ad esempio, tolgono a mio giudizio valore e dignità alla vita. Ovviamente però non ci si dovrebbe lasciare abbrancare dalle emozioni.
È più importante aspettare finché sia necessario. Poi c’è tempo, molto tempo davanti a sé, per essere soddisfatti. Oppure naturalmente per non esserlo, con tutte le conseguenze a ciò connesse.
Ed infatti io credo proprio tanto nel concetto di soddisfazione: esso è così intimamente intrecciato con la vita che mi piace ripetere la frase: «I’d rather be dead than unsatisfied».
Quindi il pensiero si rivolge ai miei affetti che, appunto, dànno valore all’esistenza. Credo di essere sicuro di averne alcuni grandissimi tra i miei amici (o magari nel mondo di quelli che un giorno saranno tali) e li ringrazio infinitamente. Tra le persone care, soprattutto, c’è mia madre, e mi auguro che ella resti al mio fianco per i prossimi cinquant’anni.
E sicuramente ― mi scappa da dire ― quando un giorno lontano essa percorrerà altri lidi verrà indubitabilmente meno un motivo fondamentale che mi lega a quest’esistenza.
Dopotutto alle cose, anche a quelle più tragiche, bisogna pensarci con largo anticipo.

Ictus (Stroke)

Non ho mal di testa da un po’.
Questa è una buona notizia se ricordo di quando alcuni mesi fa sentivo un dolore fortissimo al capo e contemporaneamente avvertivo una sensazione che mi lasciava pensare che stessero avvenendo dei microtraumi al suo interno: il modo migliore in cui posso descriverla è parlando di microchoc continui.
Penso che da allora talune mie capacità intellettive siano peggiorate, ma sarà NATURALMENTE suggestione.

Ad ogni modo, oggi colgo questa occasione per approfondire gli ictus da un punto di vista medico.

Stroke is when poor blood flow to the brain results in cell death. There are two main types of stroke: ischemic, due to lack of blood flow, and hemorrhagic, due to bleeding. They result in part of the brain not functioning properly.[1] Signs and symptoms of a stroke may include an inability to move or feel on one side of the body, problems understanding or speaking, feeling like the world is spinning, or loss of vision to one side among others.[2][3] Signs and symptoms often appear soon after the stroke has occurred. If symptoms last less than one or two hours it is known as a transient ischemic attack (TIA).[3] Hemorrhagic strokes may also be associated with a severe headache.[3] The symptoms of a stroke can be permanent.[1] Long term complications may include pneumonia or loss of bladder control.[3]

(Source: Wikipedia)

Love begets love

 

Even when I was no more than a child, I liked writing.
When a notebook was over, I gave it to my father and he passed it on to his colleague from Palermo.
And he wrote a long letter sifting through my words, ferreting out my thoughts about life and extolling my perception.
But on my part I was sincerely befuddled to comprehend that such a plethora of meanings was concealed within my sentences. On the other hand, if someone did excavate them in my prose and laid them bare, there had to be a kernel of truth in that interpretation. And that’s precisely why my motivation soared.
I was reminded of this by thinking of the proverb ‘love begets love’, and I said to myself with a slight twinge of hope that in some occurences things might possibly be like this.
Good deeds may give back to us  in unpredictable ways  the offspring of the positive things we accomplished throughout life.
Life herself becomes grateful to us because we indirectly help her in her process of self-affirmation.
And likewise I believe in gratitude.

In italiano qui.

Il bizzarro funzionamento di Planetromeo

Sono sempre stato un estimatore di Planetromeo: credo sia davvero un sito di riferimento per la comunità LGBT per quanto concerne la ricerca di partner.
Apprezzo molto come questa risorsa sia accessibile da quasi qualunque piattaforma, fissa o mobile, e mi piacciono le sue funzionalità innovative.

Tuttavia, recentemente mi capita che i miei account sul sito diventino improvvisamente non funzionali, nel senso che ogni messaggio che invio risulta praticamente non letto, come si vede dalla sottostante acquisizione di schermo.

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Il problema sembra risolto quando creo un nuovo account, ma converrete che non è un modo soddisfacente di procedere.
Mi accingo a compiere proprio quest’ultima operazione: funzionerà? Sarà si spera l’ultima volta che sarò costretto ad agire così?

Scriverò altri post se i problemi dovessero persistere.
Ringrazio in ogni caso lo staff di Planetromeo per la collaborazione e l’attenzione.

(Update Nov. 20)  Al momento utilizzo questo profilo che in questo istante sembra funzionare. Il nome utente è wwwwcanibesavedcom.

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