In difesa

In difesa della propria salute non si può certo assumere un atteggiamento passivo, soprattutto in presenza di certi umori e certe condizioni di vita. Scrivere e comunicare diventano allora concetti fondamentali, ma ci si limita a quello (almeno quello!).
La mancata conoscenza di alcuni meccanismi, quando vi sia consapevolezza di simulazioni in atto, non consente di dare ascolto al parlare altrui quando le affermazioni siano in contrasto con il proprio sentire.
Si sa, comunque: tutto è possibile, anche se da bambino mi ripetevano sovente che è meglio pensar male.
Non è questa però l’unica ragione che spinga ad essere guardinghi: c’è anche il ripercorrere con la mente ciascuna sofferenza patita nel corso della propria esistenza, da quelle neonatali, a quelle infantili, a quelle più recenti, e il ricordarsi che esse sono accadute davvero, e hanno causato i loro danni.
Quindi, ci si domanda: cosa si può escludere? Quale rassicurazione sarebbe a sufficienza disinteressata?
Forse aiuterebbe sperare nell’aiuto di chi disponga degli elementi sufficienti, ammesso che qualcuno davvero abbia una visione genuina d’insieme. Improvvido però sarebbe affidarvisi completamente.

Donne, donne, donne

Oggi mi definisco gay, ma non è stato sempre così. A 15 anni (ma anche a 19) avevo desideri nei confronti del corpo femminile.
Lo scrivevo nel 1997 nel mio diario quando parlavo di scoprire i sentimenti ed anche il sesso con una donna, immaginando che l’unione delle due cose avrebbe dato luogo ad un rapporto davvero saldo.
Per quanto riguarda il presente, comunque, non credo di essere pronto a rinunciare al lato omosessuale, né a limitarlo in modo a me sconveniente.
Mi piacerebbe reimpossessarmi di ciò che ero perché faceva parte di me, ma allo stesso tempo mi sento molto cambiato. Inoltre certe conquiste possono richiedere elementi che io non sono disposto a concedere.

Trascrizione:
L’amore è un qualcosa che nasce e si sviluppa lentamente e in ognuno in maniera diversa: sarà molto più bello e soddisfacente scoprire tutte queste cose â ‘ntrasatta (N.d.A. d’improvviso) con la stessa donna: tra i due si istaurerà un rapporto così saldo che non potrà essere spezzato.

Consiglio ad un amico

La domanda che mi ponevo è come deve agire una persona che:
 cerca di tutelare sé stessa, la sua salute, la sua libertà
non ha scelto di essere nel ruolo in cui è
non è stata preparata a trovarvisi, anzi l’opposto
non è mai andata contro nessuno, ma si è limitata a scrivere i suoi pensieri al computer.

Sinceramente io credo che costui, se non fosse completamente soddisfatto, avrebbe diritto a scegliere soluzioni eccezionali. Inoltre penso che, anche se lo fosse, potrebbe ugualmente ravvisare la mancanza di talune condizioni essenziali.
Pare opportuno notare che, in ogni caso, le decisioni si prendono alla fine, non a metà del percorso. Comunque io penso che egli dovrebbe andare avanti per tutto il tempo necessario al totale appagamento d’ogni suo desiderio, ad ogni costo, nei limiti dell’etica che lui rispetta.
Tutto ciò tenendo a mente che con la forza, il complotto, la congiura, la menzogna e la corruzione si può incettare molto. Per questo motivo egli dovrebbe ricordarsi che, di fronte al mondo, egli è impotente.
Idealmente dovrebbe essere in grado di disporre del suo destino, ma — se non gli fosse consentito — avrebbe da comportarsi in modo da ottenere, cosa nemmeno questa garantita, di comandare su altri più impalatabili aspetti che lo riguardino.

Tiziano Ferro – Potremmo ritornare

Ho saputo che quest’oggi è in uscita l’album “Potremmo ritornare” di Tiziano Ferro, così sono corso ad ascoltarlo su Spotify.
Non l’ho fatto interamente perché la musica bisogna godersela a pieno, però ho ugualmente sentito qualcosa.
E anche se oggi non credo di esprimermi al meglio, volevo lo stesso radunare qui sopra alcune considerazioni.
Ho dovuto cercare il testo scritto per concentrarmi adeguatamente sulle parole, ma dunque:

∙ “Il conforto” sembra esattamente voler lenire e cullare, e ci riesce benissimo. Ecco, allora non sono l’unico a cui il sonno non è amico, e poi «per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio».

∙ “Potremmo ritornare” ha sicuramente un tono intimista, ed io sulle emozioni degli altri non metto bocca. Però, talvolta, anche se parzialmente, esse si sovrappongono alle mie.
Il brano infatti mi ha ricordato:

1) che, da adolescente, scrivevo e recitavo preghiere, alla cerca di emozioni e desideri mai esauditi;
2) che, in tema di perdono e odio, magari può esser vero per qualcuno che i sentimenti negativi a volte preludano a quelli positivi, ma — per quanto mi riguarda — anche se la rabbia mi tenta e ghermisce ordinariamente, essa mai si trasforma in un sentire annichilente o distruttivo;
3) che ho pianto in passato con qualcuno, ma non con un essere umano con cui mi ritenessi profondamente legato;
4) che la vita travolge e subissa all’improvviso, come io so bene;
5) che in un’altra esistenza ho anelato l’altrui approvazione, ed oggi mi accorgo di quanto fatuo questo placet sia;
6) che quando c’infliggono delle ferite non è mai agevole soppesarle in gravità e numero (“tornerai ferito grave“, si canta in quest’album);
7) che avrei voluto imparare a canticchiare “a voce alta” queste parole, ma oggi purtroppo non ce la faccio;
8) che mi domando se abbia senso parlare di troppo amore, oppure se — forse — questo sentimento nella sua forma più genuina include in sé stesso l’iperbole.

Se si pesa il cuore con entrambi le mani cosa succede? Io, piuttosto, nel 2013 mi son fatto una ecografia, e questi sono i risultati. 
Sono incoraggiato dal sapere di disporre di un muscolo cardiaco particolarmente resistente, come mi hanno sempre ripetuto sin dall’infanzia, tuttavia l’indistruttibile in medicina non esiste, checché ne dica qualche mente mediocre. Per questo servirebbe ripetere l’esame.

A me stesso

Lungi da me il giudizio morale inappellabile, soprattutto verso altri esseri umani. Se non si conosce a sufficienza sé stessi, figuriamoci se ci si può calare negli altrui panni, nell’altrui vita, o nelle esperienze e nella biochimica di individui che non siamo noi.
Però magari certe azioni, anche dopo un lungo rimuginìo, rimangon frutto di compromesso e sollevano perplessità etiche, pur rinunciando ad emettere stigmi definitivi.
Ed alla fine credo che molte sventure da me sperimentate possano essere riassunte come la conseguenza di qualcuno che è venuto a patti con la propria coscienza per ragioni che non spetta a me sondare.
Quindi oggi il mio sentire, da sempre attento all’etica, vorrebbe ancor più provare a raggiungere la migliore moralità che possa ottenersi, ed avere anche il coraggio di fare rinunce a dispetto dei propri egoismi.
Oltre alla salute, auguro questo a me stesso. Per voi, scegliete voi.

El amor engendra el amor

 


Me gustaba escribir también cuando era niñito: cada vez que un cuaderno se terminaba se lo daba a mi padre que lo entregaba a su colega de Palermo.
Él contestaba a través de una larga carta en la que analizaba mis preferencias de estilo y disertaba sobre mi concepción de la vida, generalmente con palabras muy lisonjeras.
Yo me quedaba deslumbrado: de veras mis escritos escondían significados tan profundos? Pero, sin embargo, si alguien los encontraba, puede ser que estuviesen allí, lo que me animaba a aplicarme más.
Pensaba en eso porqué me acordé del proverbio inglés ‘love begets love’ (‘el amor engendra el amor’) y creí con una ráfaga de esperanza que a veces eso occurre.
Y ojalá las buenas obras hallen una forma de devolver lo bueno que hicimos en maneras inimaginables.
Quizás en aquella ocasión la vida nos agradece porqué la ayudamos a afirmarse.
Y yo también agradezco a quien me ayude.

In italiano qui.
English version here.

Fedez e Mika – Beautiful disaster

Conobbi questa canzone di Fedez e Mika sbirciando sul mio Spotify.
Notai che qualcuno la ascoltava, e allora mi precipitai a farlo anch’io.
C’è un qualcosa di travolgente in questa musica, in queste voci, in queste parole: è come se il brano ti portasse sull’orlo di un precipizio, al di là del quale s’intravede baluginare una speranza.
L’idea che mi faccio è quella di avvenimenti che siano burattinati da un “destino malevolo. Lo dice la parola stessa disastro che etimologicamente più o meno vuol dire «stella avversa».
E questo mi riporta alla mente gli «star-crossed lovers» della tragedia shakespeariana: in quel caso, come si sa, la sorte «pietosa e turbinosa» (nella traduzione di Goffredo Raponi) culminò con la morte.
Ci sono altri esiti per le sventure che oltrepassino una certa soglia? Tutto è possibile, ma allo stesso tempo non si può escludere che prima o poi si scelga la strada intuitivamente più agevole.

Articolo 31 – 2030

Da adolescente ascoltavo frequentemente gli Articolo 31.
E quando partiva il brano 2030 l’inquietudine mi pervadeva: anche se vivevo in un mondo ovattato, quella canzone riusciva a tirarmene provvisoriamente fuori.
Era come se acquistassi per un momento gli occhi di chi vede e conosce. Ed un brivido mi attraversava nell’immaginare lo scenario descritto: quello di un mondo che avesse irreparabilmente rovinato sé stesso.
Questo perché le parole a volte parlano davvero. E riescono, quando sanno farsi portatrici di un messaggio, a comunicarlo anche a chi è troppo ingenuo per afferrarlo a pieno.
Basta avere la sensibilità per ascoltarle col cuore.

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