Autoscatto con spalle

Prima che questo cacchio di mese di agosto takes its toll su di me. Improvvisando.
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Varie ed eventuali

Dunque:

  • Voglio salutare il blogger Dario che ieri, in chat, temeva di finire paparazzato qui sopra: per stavolta faccio il bravo :D
  • Inondazione in casa, soffitti da cui piove acqua e tante altre amenità: evviva!
  • Inizia il mio giro per palestre per cimentarmi nella ostica missione di trovare qualcosa di aperto, almeno parzialmente, ad agosto.
    Ieri sono andato a tentare di visitarne una in uno scantinato e la risposta è stata negativa.
    Solo ho qualche motivato sospetto che mi abbiano scambiato per un impostore: avevano una fifa bestiale di far entrare sconosciuti ed erano protetti da una miriade di cancelli e sbarre assortite.
    Alla fine hanno ritenuto opportuno ricevermi a distanza, inframezzati da una recinzione.
  • Ho risentito Mister X che semestralmente riappare sul mio MSN: è un tipo che sta da due anni con una ragazza e a sentir lui le è fedele, però ieri aveva una crisi di nostalgia per i piselli di Mendel che aveva ben conosciuto prima di fidanzarsi.
    Mi ha fatto una proposta sconcia, poi non ha avuto il coraggio di darle séguito.
    La confusione sessuale è sempre brutta, non lo invidio.

Categorie di peni

I peni, cari amici intenditori, possono distinguersi in tante categorie. Ne esaminerò dunque alcune, fornendovi le mie opinioni in merito.

La prima distinzione è in base alle dimensioni: ho già detto che ciascuna ha il suo fascino ed i suoi vantaggi. L’unica che trovo un po’ più bruttina è quella stretta e lunga, modello stuzzicadenti.

La seconda è in base al colore. Ora, a me piacciono i ragazzi dalla carnagione un po’ più scura però, onestamente, i piselli li preferisco chiari. Non so, credo sia come i pavimenti: alcune piastrelle chiare dànno luce a tutto l’ambiente. Similmente, un pisello rosa pallido al centro di una stanza illumina tutto ciò che vi è intorno.

La terza è in base al comportamento in eccitazione: ci sono quelli che si bagnano di più e quelli che lo fanno di meno. Be’, sono più pratici e meno rischiosi quelli asciutti, però non possiamo avere troppi vizi: e comunque un minimo di eccitazione nel vedere che il tuo compagno appena ti vede si trasforma in una fontana è innegabile.

La quarta distinzione riguarda, invece, un’altra caratteristica: i peni si dividono, come a molti è noto, in grower e shower: i primi aumentano considerevolmente in dimensioni quando si induriscono; gli altri fanno una certa figura anche da morbidi, però, al momento del bisogno, si allungano di poco.

Io sono un grower. Però sono un grower un po’ particolare. Direi che sono un grower con una marcia nascosta. Infatti, normalmente le mie erezioni, pur essendo abbastanza ragguardevoli, sono al 95%.

Tuttavia, in alcune purtroppo non frequenti circostanze, quando davvero non capisco più niente, sfruttano il loro pieno potenziale, aggiungendo ancora un paio di centimetri.

Dovrei imparare a diventare super-saiyan più spesso, ma non so come si fa. Ahahahaha :D

C’è una cosa magnifica…

…nella primissima gioventù: è la schiettezza e lo spirito di fratellanza.

Due ragazzi possono non conoscersi punto, però incontrarsi una sera e sentirsi sùbito compagni, prendendosi immediatamente in giro e scherzando l’uno con l’altro.

Alle soglie dei trent’anni, molti l’han persa ‘sta cosa qua.

L’altro giorno ero ad un ritrovo d’amici e c’erano molte coppie etero a me sconosciute: oltre a percepire un abisso devastante, rispetto a ciò che io sono, ho sentito tutto il peso di questa dilagante borghesizzazione che si acuisce con l’avanzare dell’età.

Per la serie, ti do a parlare anche se mi stai sul cazzo perché così dèvesi fare.

Peccato che io ritengo di avere un sesto (ed anche un settimo) senso nel leggere le persone: e quindi puoi tessermi le lodi per secoli e non avermi fatto nulla, ma se io avverto, nella mia mente, che sei falso, è finita.

E siccome, nei miei early twenties, mi sono anche dilettato a fare il cartomante di strada, ho avuto conferma che le mie intuizioni sono spesso fondate.

In ogni caso, scrivo queste parole all’indomani di una bella nottata in quel di Mercato San Severino.

Che oasi magnifica quel paesino: strade a misura d’uomo, eleganti, lustre di pulizia, tranquille: mi sembrava d’essere in vacanza.

Ed era pressappoco estatico girovagarci in auto con F., guidando piano alla luce della luna, mentre ascoltavamo un po’ di buona musica.

Ora voglio più che mai riavere vent’anni ed affittarmi una casetta lì.

Amerigo

Amerigo, nome di fantasia, è stata una cotta passeggera ma molto intensa.
Ci siamo soltanto baciati e abbracciati, anche se per mesi interi.
Occhi marroni marroni – accecanti! – volto allungato, dolce, di piccola statura, lineamenti gentili. Quando abbracciava stritolava ed io perdevo i sensi dalla contentezza.
Mi diceva ch’ero il suo sogno e non aveva più bisogno di dormire.
Gli sono stato dietro tutta un’estate, ogni santo pomeriggio, a volte anche la mattina, e non mi stancavo mai.
Avevo perso la testa: ho fatto a botte per lui; l’ho aiutato economicamente quando non mi era affatto facile; ho cercato di comportarmi come meglio potevo; quando lo sentivo piangere e singhiozzare mi spaccava il cuore.
Gli ho insegnato a nuotare e cercavo di migliorare la sua pronuncia inglese, ascoltandolo con pazienza mentre leggeva poesie d’amore.
Poi un giorno mi disse: amo il mio ex. Allora capii che i miracoli sono uno stato effimero dell’essere, caduco come il susseguirsi delle stagioni.
Chiese di rivedermi, qualche anno dopo, ma ero fidanzato con L. e dissi no: a volte penso sarebbe bello poter cambiare quella risposta.
Ora è all’estero, sospetto faccia la bella vita, forse è diventato un po’ meno romantico.
Tuttavia, mi ha regalato qualche momento, anche se fugace, di pura contentezza: è il dono più bello che qualcuno possa farmi, e non mi interessa altro.

“E tu lo faresti mai un porno?”

Parlando con un amico a proposito di porno, mi è stato chiesto se io vi parteciperei mai.

Sono sincero: essenzialmente sono due gli aspetti che trovo orridi della pornografia.

Il primo è che penso sia mortificante per la dignità dell’individuo, non tanto fare certe cose davanti alle telecamere, quanto – secondo me – farlo per soldi.

È tutto il mercato che c’è dietro, e il commercio di carne umana, che trovo disdicevole.

Il secondo è che, nell’ombra, si nascondono tante vite rovinate, corpi essenzialmente mandati al macello, e molto, moltissimo sordidume: si pensi alle vicende di Bryan Kocis, ma anche a tutti quegli attori di bareback che hanno finito per contrarre l’HIV, come Craig in questo documentario della BBC.

Si sa infatti che anche eseguire costantemente le analisi non è abbastanza, in quanto le infezioni recenti non sono ancora in grado di essere rilevate. Quindi, secondo me, il bareback, soprattutto nel sesso anale, dovrebbe totalmente essere abolito.

Non sono pochi i ragazzini appena diciottenni che vengono invischiati nella trappola; spesso portano con sé il gravame di infanzie difficili e solitarie: a quel punto, poco ci vuole a far leva sulla loro ingenuità ed inesperienza e sul desiderio di anticonformismo e ribellione.

Così, sono più che disposti a rischiare sul serio la vita, lusingati soltanto da una manciata di spiccioli e abboniti da inganni spacciati per certezze; lo trovo tremendamente ingiusto e pressappoco criminale: in questo caso, a mio avviso, dovrebb’essere spostata in avanti l’età del consenso, per esempio a 25 anni.

Detto questo, se si impiegassero le protezioni adeguate e non vi fosse un giro di soldi, sono assolutamente favorevole al free homemade porn, fatto da chiunque.

Purché io non sia riconoscibile, a maggior ragione con il mio compagno, potrei parteciparvi gratuitamente: mai per soldi, mai lasciando gestire la mia immagine a qualcun altro che ne possa ricavare profitto.

Semplicemente, potrei trovare la cosa eccitante.
So per certo che, quand’ho realizzato qualcosina per i miei ragazzi, è stata una grande soddisfazione leggere certi messaggi.

Per esempio: “Grazie, sono a quota sei, mi hai distrutto”.

Oppure ricevere in posta una videocamera semiprofessionale con la preghiera: “Solo un altro videuzzo, ti prego”.

Forse sono un po’ esibizionista anch’io, ma credo che un feedback del genere non possa che compiacere chiunque.

My open letter to Chris Crocker

 

I think that the problem with Chris Crocker is that he sometimes looks like a crazy freak and this may scare people off him.

I had to be straightforward on this.

But I can see he’s doing a good job with trying to get the best out of him and be a more mature and experienced person.

And, to top that off, I can feel he is a good man in the heart.
I trust very much my gut reactions about people.

I think that, no matter how hard he tries to conceal it, he is a sensitive individual and this can lead him astray and make him suffer.

So, I wish him all the best with his porn, but I hope he doesn’t get too much involved in that environment which I doubt would be beneficial to him.

I know from his vids growing up was particularly hard on him. So my hats off for getting stronger.

But now, Chris, it’s time to try to behave as much as you can. And I’m sure – if you’re not too overemotional and if you don’t purposely overdo it – you’ll reap something good.

Not by doing porn or showing off on the Internet. Your choice.
I mean just by keeping doing the hard work on yourself – that’ll pay off.

Good luck,

xxx

Uno sguardo alla cronaca

La giornata di oggi è piena zeppa di notizie di cronaca per niente desiderabili.
Lasciate, dunque, che esprima un paio di commenti.

La Norvegia e il mondo tutto sono sotto choc per l’efferato massacro portato a termine da Anders Behring Breivik, il quale, tra l’altro, si definiva cristiano fondamentalista, e perciò tutti i giornali hanno riportato questo dato, in modo assolutamente scontato.
Ma davvero basta definirsi in un certo modo per esserlo? Perché non mi sembra che nel messaggio di Cristo, per quanto pedissequamente e intransigentemente lo si voglia seguire, si inciti, in qualche punto, a commettere eccidi.

La seconda notizia di oggi è questa: secondo uno studio dell’Osservatorio Europeo per la Sicurezza, la media continentale delle notizie di nera è del 28%, mentre in Italia si arriva a punte del 91,7%; ben poco spazio, invece, è riservato alle questioni economiche e sociali.
Tutto ciò non mi meraviglia: la tendenza era ben nota in tutta la sua dilagante drammaticità a chiunque seguisse, anche solo distrattamente, il mondo dell’informazione italiana, specie televisiva.
E la sensazione netta è che il giornalismo si stia ammalando di caccia allo share oltre il limite patologico e del buon gusto, oltre ad asservirsi in modo sempre più corrotto ai poteri dominanti.
Si cammina dunque a grandi falcate verso una realtà in cui sarà soprattutto una certa fascia di internauti – attraverso siti, blog e social media – ad informare attraverso il passaparola.

La terza notizia riguarda la morte di Amy Winehouse, probabilmente da attribuirsi ai suoi problemi con le droghe e l’alcol, a quanto sembra. E la cosa non mi sorprende, considerando che queste sostanze fanno ammalare il cervello e le aree di esso deputate al processo decisionale, alla sopravvivenza, alle emozioni.
In ogni caso, mi dispiace.
In giro per la rete, invece, si trova anche tanta facile ironia.
Ritengo che dinanzi alla morte si debba tacere. E, per quanto mi riguarda, vale anche per il trapasso di Bin Laden.
Mi muove soprattutto il rispetto nei confronti del valore della vita di un essere umano ma, più oltre, anche quel che riguarda il trascendente, ciò che oltrepassa la nostra limitatissima realtà materiale.
E io credo che il trascendente meriti rispetto (per lo stesso motivo non mi piace sentire bestemmiare: ma è un’altra storia).
Oggi, però, non mi incazzo più: ho capito che una certa sensibilità non appartiene a tutti e non si può imporla per decreto.
Così sorrido su quella che mi appare pochezza di spirito e guardo avanti.

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