Os potamos

Un tempo, quando guardavo alla vita che mi attendeva, avevo delle certezze: nell’epoca acerba della prima gioventù non si conosce granché, però s’immagina con infantile sicurezza.

E quindi, anch’io mi figuravo un certo tipo di futuro. Ed avevo dedotto di essere gay perché pensavo che soltanto con un ragazzo il mio destino avrebbe potuto intrecciarsi.

Credevo poi che tante cose sarebbero rimaste immutabili, che avrei sempre avuto certe stampelle su cui poter contare.

Be’, spesso sbagliavo: il futuro lo stabilisce la vita, molte volte secondo il proprio gusto; ed oggi è tanto difficile tornare ad immaginare qualcuno che possa essermi a fianco.

Poi c’è quel vecchio filosofo che ogni tanto sentenziava: panta rei os potamos, tutto scorre come un fiume.
Solo che un fiume, nel suo alveo, accumula con sé la forza d’inerzia: e a volte ci lascia indietro, altre volte in un impeto corriamo noi avanti, senza saper bene dove andiamo.

Ed i sogni scompaiono. E forse sarà il mare ad attenderci un giorno?

Far da sé

Insomma, non posso manco pubblicare su Facebook uno status in cui cito il vecchio proverbio “chi fa da sé, fa per tre” (sottolineando: meglio non esagerare, per tre proprio no!) che gli amici capiscono che mi riferisco alla masturbazione.

E in privato ricevo due messaggi sulla scorta di questo:

Be’, carissimi, perché chiudete la stalla dopo che sono scappati i buoi?
E soprattutto: sono davvero così prevedibile? Non potevo riferirmi all’aver finalmente imbroccato una maniera per realizzar da solo il punto croce?

Comunque, sì: spesso è meglio essere indipendenti; almeno non si ricevono mai fregature, come quella dell’altro giorno, ed in genere si portano a termine i propri intenti.

Poi la creatività non mi manca.

Ad esempio, vi confesserò che ultimamente ho fatto una nuova scoperta: adoro il getto caldo del phon che mi accarezza la pelle nuda; lo trovo piacevole, rilassante, eccitante.

Così, quando mi hanno disdetto l’appuntamento, ho capito che dovevo pensarci io.
Perciò, dato che la scrivania è di fronte al letto, ho appoggiato l’asciugacapelli su di un tiretto e l’ho indirizzato verso di me.
In direzione dei capezzoli. Quel tanto vicino per sentirne un calore pungente che, accarezzandoli, li inturgidiva.

E, ad onor del vero, devo confessare che, quando i giochi son fatti, è piacevole anche asciugarsi.

Resoconto

Entro a fare un giretto in chat gay, deciso a non sostare più di un quarto d’ora.
Trovo tanti etero che cercano altri etero.

Forse vogliono imparare a fare la calzamaglia insieme?

Poi ci sono pure molte persone serie:

L’ho già detto: una volta era serio chi cercava una cosa seria.
Oggi, boh: forse questo è serio perché ti fornisce in omaggio una cannuccia di buona qualità e se sporca pulisce lui?

Comunque, fortunatamente, ho trovato un diciannovenne bisognoso di coccole che abita a due passi da casa: alla fine, se non cambia idea, è l’ideale; è vero che sono autosufficiente però un paio di abbracci mi servirebbero per questa sera.

La cosa bella è che, una volta cercatolo su Facebook, ho chiesto involontariamente l’amicizia anche ad un omonimo poiché pensavo fosse lui.

Beh, anche quest’altro è napoletano e caruccio.
Vorrà dire che, forse, se ne parlerà la prossima volta :D

Autoscatto con petto

Altra immaginetta di me, totalmente improvvisata.
Sì, il pizzetto fa cagare, avete ragione: dopo me lo sistemo :P
(altro…)

Varie ed eventuali

Una brancata di pensieri misti:

  • Ringrazio Dario per il link. Se anche voi desiderate un collegamento sulla mia home – e vi va di ricambiare – mi raccomando, non esitate a contattarmi.
  • Fortuna che sembro guarito dall’infortunio alla spalla: adesso il deltoide sinistro può lavorare a pieno carico e così non mi penalizza nell’esecuzione degli esercizi multiarticolari con i pettorali.
    Dei quali, tra parentesi, non mi lamento: stanno aumentando con grande facilità in forza; ora riesco a lavorare facilmente con manubri da 40 chili in totale.
    Solo che, se continuo così, tra una decina di chili, la mia palestra farlocca non disporrà di carichi più pesanti e io come farei a progredire? Dovrei allenarmi altrove, solo che non tutti i trainer sono in grado di rispondere alle mie esigenze, oltre alla scomodità di allontanarmi da casa.
    Mah, ci penserò in futuro: per adesso, non dovrei avere problemi.
    Frattanto, poi, mi sono anche informato su come tenermi in forma ad agosto: c’è un’associazione sportiva in un palazzo semisperduto, vedremo un po’ se può fare al caso mio. Di sicuro sarebbe stupido stare totalmente fermo e poi dover passare settembre a recuperare quando potrei crescere.
  • Ci sono un po’ di ragazzi che mi girano intorno, solo che io in gran parte mi rompo le palle. Finisco sempre col provvedere autonomamente con un po’ di onanismo e mi passa la voglia di durar fatica a cercare altro :D
    Peccato io abbia tutte le costole, lol.
    Comunque, tengo sempre gli occhi aperti: qualcosa di interessante ogni tanto salta fuori.
  • Imprecazioni ed anatemi contro i cagnucolacci da guardia. Perché dovete sempre molestarmi e non state un po’ buonini?

I sette requisiti del mio ragazzo ideale

Queste sono le caratteristiche del mio personale Principe Azzurro.

Che, ovviamente, non esiste. Però, idealmente, mi piacerebbe fosse come sto per descriverlo.
E sia ben inteso che io per primo mi sforzerei, più che posso, di avvicinarmi alle richieste di cui dirò a breve.

Dunque, tanto per discuterne, ritengo importante che dalla sua abbia:

1. La sincerità
In quanto esseri umani, possiamo commettere molti sbagli. Purché non si perserveri nell’errore e si sia pronti ad assumersene le conseguenze, si può a volte essere indulgenti.
Ma, se tutto si basa sulla fiducia, nascondere la verità ed ingannare non è perdonabile.

2. La dolcezza
Deve ispirarmi dolcezza, coccole.
Non mi interessa davvero per nulla dell’aspetto fisico, purché questo requisito sia soddisfatto. E poi l’apparenza è mutevole: uno così vorrei tenerlo per tutta la vita, anche quando invecchiamo.

3. I valori morali
La sua scala valoriale dovrebb’essere compatibile con la mia e soprattutto in sé stessa coerente, piena di ideali vivi, veri, reali, visibili nel quotidiano.

4. Il senso di responsabilità
Deve credere in noi anche e soprattutto quando non è conveniente, quando la strada più facile sarebbe cercare altrove; dev’essere pronto a sacrificarsi per me, come io lo sarei per lui.

5. L’attitudine ad essere comprensivo
Deve sapermi venire incontro: non fate battute, non alludevo a nulla di sessuale :P
Il fatto è che ho diversi limiti ma cerco di impegnarmi per superarli al meglio: se perdesse la pazienza troppo spesso o chiamasse continuamente in causa i sentimenti mi farebbe soffrire troppo.

6. La capacità di stimolare il mio intelletto
Deve coinvolgermi mentalmente e condividere con me il suo universo.

7. La tendenza ad essere sessualmente NDL
Cioè non dipendente lussurioso.
C’è gente che se non si fa una scopata ogni tot muore: costoro vivono il sesso più come una dipendenza ed un bisogno che come un dono di sé stessi all’altro.
Trovo inoltre importante il rispetto delle norme di igiene e profilassi delle MST.
Detto questo, se – all’interno della coppia – fosse molto lussurioso o difficile da soddisfare, tanto meglio: non credo, per dirne una, mi stancherei mai di far pompini al mio lui.
Del resto, se c’è un forte sentimento, penso si troverebbe sempre la maniera di accontentare l’altro in qualunque cosa, proprio perché si desidera con tutto il cuore renderlo appagato e soddisfatto, anche a letto.

Ecco un pregio impagabile della scrittura: può creare, per qualche istante, ciò che non c’è.

Masochismi adolescenziali

Han da essere molti quelli che, da adolescenti, si richiudevano in camera a sorbire canzoni deprimenti, quand’erano tristi.

Oggi, per caso, ho ritrovato il vinile con l’incisione del brano da me preferito per farmi male; (ovviamente, anche e soprattutto allora, mi distinguevo dalla massa: snobbavo MTV e mi rifugiavo nella musica napoletana.)

Così l’ho riascoltato, stavolta con un sorriso a trentasei denti, del quale forse nemmeno saprei ben spiegare l’origine: magari è solo che sono cresciuto.

Il testo è angoscioso, certamente: ma trovo sia poetico, ben formulato; almeno, sa ricreare dentro di me l’immagine di un ragazzino romantico, fatalista, estraniato dal mondo, pieno di ideali e povero di concretezza.

Di sicuro non è musica per tutti gli orecchi.
Però gli appassionati del genere – la voce è quella di Antonello Rondi – dovrebbero rivalutarla: invece perfino l’autore l’ha accantonata.

Sarò forse l’unico a ricordarla con tenerezza?

It all boils down to this. Back then, I sometimes felt lonely and desponded.

Now I may be more or less alone, but I sure am quite confident and upbeat about the whole point.



La poesia per Ungaretti

Ritorniamo a parlare di Ungaretti che ci spiega perché si fa poesia.

Osservate l’enfasi, il trasporto, l’umiltà: il Poeta pencola nell’esprimersi poiché sa che l’arte trascende sempre in una certa misura l’umano e non può spiegarsi a pieno; solamente è concesso ad alcuni di sentirla, in quanto esperienza mistica e necessaria.

Il filmato si conclude con alcune considerazioni sulla ricerca, spesso improduttiva, per l’espressione giusta, qualcosa in cui mi rispecchio perfettamente: i miei scritti veri, quelli su carta, sono sempre in divenire, anche dopo anni, e mai paiono per me consoni al sentire che li ha generati.

PS: Potete torturare al posto mio chi ha curato la grafica di questa trasmissione, soprattutto per via di questi beceri effetti sonori inopportuni e fastidiosi?
PowerPoint a volte fa male alle menti.

 

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