Passeggiando per Napoli

Oggi è una bella giornata.
Sono andato a Napoli per alcune faccende e, soprattutto, ho avuto modo di concedere a me stesso un paio di regali. Dunque:

  • Son finalmente riuscito a reperire un vinile in ottime condizioni degli ABBA, per la precisione si tratta di un greatest hits.
    Ah, i gay di una volta sì che avevano bei gusti, altro che (alcune tra) queste starlette da quattro soldi di oggi.
    E notare che ho inserito la parentesi tonda segnatamente per pararmi il culo e non crearmi inimicizie, ché molti qua scambiano le dive del pop per entità trascendentali.

 

Honey honey, let me feel it. Honey honey, don’t conceal it.
Honey honey, touch me, baby.
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  • Sono passato alla Feltrinelli, nei pressi della stazione, ed ho scroccato come sempre qualcosa da leggere.
    Stavolta è toccato ad un libro di psicologia il cui titolo era Su con la vita, Charlie Brown.
    Nel testo, con la scusa di esaminare attraverso la lente dell’analista i personaggi della famosa striscia a fumetti, erano raccolti diversi spunti di riflessione interessanti.
    Per esempio, ho apprezzato molto l’analisi delle persone insicure e, per converso, di quelle troppo sicure di sé.
    Altri passi ben scritti riguardavano il coraggio di cambiare la propria vita e lasciarsi alle spalle il passato, e l’importanza di percepire un’immagine esatta di sé stessi.
  • È una bella cosa che finalmente vi sia l’aria condizionata in alcuni treni della circumvesuviana; meno entusiasmante, invece, che abbiano soppresso svariate corse ed ora càpiti più spesso di trovarne qualcuna in grave ritardo (fin ora succedeva raramente).
  • Oggi, niente palestra. Ma continuo a rivivere nella mente le scene di ieri, negli spogliatoi, quando Mario (il mio istruttore omofobo inconsciamente gay, sempre lui!) si è offerto invece di dare un passaggio in auto ad un ragazzo sudamericano di colore, parecchio effeminato.
    Che non era manco male, per carità, ma aveva per me due gravi pecche: la prima, era troppo vecchio; la seconda, aveva chiaramente la faccia da troia.
    Ora, a me piace l’inverso: l’angioletto che diventa zoccola. Allora chiaramente capisci che gli hai fatto perdere il lume.
    Ma appena ho visto costui, invece, sùbito mi è stato chiaro d’avere a che fare con qualcuno la cui principale missione su questa terra era quella di slinguazzare ripetutamente i più lunghi tra i baccelli delle piante di pisum sativum.
    Ecco, così non c’è sfizio: una cosa del genere me lo smoscia in quattro e quattr’otto.



Questo è un post di admin scritto in data 14 settembre 2011 alle ore 20:14 e appartiene alla categoria Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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