Trionfo dello pseudoeterismo

C’è qualcosa di molto più sospetto dell’essere presenti in palestra quando si gioca una partita del Napoli.

Per esempio tu, che oggi cercavi di capire se anch’io ero gay; andavi cianciando di calcio per sviare la verità, ma nel frattempo ti sei illuminato non appena ho risposto al tuo saluto.
Poi mi hai mostrato in bella vista il tuo pene, decisamente barzotto.
Non contento, ti sei avvicinato ulteriormente a me, per ridurre la distanza.
Quindi hai iniziato a phonarti i peli pubici, come se volessi pettinarli secondo una nuova foggia sufficientemente à la page, e nel frattempo il tuo flusso ematico continuava ad essere sostanziosamente convogliato presso i corpi cavernosi.
Io, dal mio canto, ho accuratamente evitato di posare lo sguardo su di te più a lungo dello stretto necessario: la prossima volta non ti spacci per etero.

Così pure tu, che eppure mi sei simpatico!
Sappi che riempire la palestra di urletti non appena il Napoli segna, come se stessi avendo una visione di Lady Gaga appesa alla lat machine, non ti renderà più etero.
Ma proprio, decisamente, no.



Questo è un post di admin scritto in data 22 novembre 2011 alle ore 23:01 e appartiene alla categoria Personale. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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