Un uomo venuto da molto lontano

Quando da adolescente ascoltavo Radio Maria mi colpiva molto questo brano, salmodiato di frequente da un’ignota voce soavissima durante un programma pomeridiano di saluti e dediche.
Al brano è stata in seguito data notorietà da Amedeo Minghi, e su Internet si trova la versione da lui interpretata nel concerto romano del 22 maggio 2003. Ogni volta che la ascoltavo, io divenivo preda d’una forte commozione che mi umettava gli occhi senza che ne conoscessi il percome.
Immagino che la figura di questo pontefice che portava nel cuore il vento di Auschwitz e stringeva il dolore e un libro in una mano avesse un impatto notevole sulla mia persona dell’epoca. Inoltre sono sicuro che già da allora condividevo l’assoluta necessità della fratellanza tra gli uomini e presentivo fosse necessario che il mondo smarrito ritrovasse la libertà e l’autenticità dell’esistere.

When I heard this song, during my adolescence, my eyes watered with no apparent reason.
Probably I was enthralled by the figure of this Pope with the wind of Auschwitz in his heart and a book in his hands. Even back then, I had the unfettered belief that human brotherhood was seminal and that this strayed world needed to gain back freedom and authenticity.



Questo è un post di admin scritto in data 5 giugno 2017 alle ore 22:36 e appartiene alla categoria Chiave di violino, English. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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