Ascoltando Madonna

Nonostante manchino tante cose importanti, stamattina mi sono svegliato di buon umore, e sono riconoscente per questo.
Allora ho pensato di ascoltare un po’ di musica; da bambino adoravo tante voci femminili, oggi che i miei gusti sono cambiati preferisco le maschili, però quella di Lady Ciccone si lascia sempre apprezzare.
Io ho tanti ricordi connessi con le sue canzoni, soprattutto quello di averle ascoltate in macchina con un amico e nient’altro più di questo. All’epoca ero un ragazzo spensierato: lui passava a prendermi, ed io accanto a lui lo guardavo cantare questi brani; a volte invece di rivolgere lo sguardo verso il parabrezza lo indirizzavo verso il suo volto, e quelle note assieme alla sua presenza mi facevano compagnia.
Anche per questo motivo una delle ultime volte che ho guidato la mia 600 decisi di ripetere con lui l’esperienza al contrario, e fui io a scegliere di riprodurre un cd di Madonna.
Nel suo repertorio ci sono tante canzoni che mi piacciono molto, ma voglio citarne tre che mi comunicano qualcosa in modo particolare.

La prima, “X-Static Process“, mi fa pensare a tutte le forze che influiscono su di noi al di là del nostro controllo, ed anche a quelle volte che, sopraffatto da un improvviso eccesso di romanticismo, iniziavo a pensare ai miei desideri inappagati.

La seconda, “I’d be surprisingly good for you“, mi lasciava davvero sognare: e quando nel sogno la cantavo, cambiavo le parole, immaginando di vivere alcune scene, e tra me e me dicevo: “I don’t always rush in like this, twenty years after saying hello“. E poi i versi che citano una “hurried night, a frantic tumble, then a shy goodbye” come qualcosa preferibilmente da evitare trasponevano esattamente in parole l’anima che avevo.

La terza, “Like a prayer“, mi ricorda le preghiere adolescenziali e il concetto ungarettiano per cui «ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di Sole: ed è subito sera». E dopotutto tante volte, quando la mia voce era un po’ meno monocorde di ora, mi sono sfrenato a cantare: “I have no choice, I hear your voice“.



Questo è un post di admin scritto in data 18 gennaio 2017 alle ore 07:32 e appartiene alla categoria Chiave di violino. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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