Diciannove anni

Ieri sera, mentre una buona parte del popolo milanese e partenopeo si riversava nelle piazze,  io ero a fare una passeggiata sotto la luna, in una zona periferica della mia Napoli, in compagnia di un diciannovenne.

Perché, quando mi ha chiesto se mi andava di fare quattro passi, non ho trovato un buon motivo per rifiutare.

Qualcuno mi dirà: ma cosa puoi avere in comune con un ragazzo così giovane?

Beh, da tutti si può imparare e tutti dànno modo di riflettere.

Per esempio, mi raccontava che il suo professore di biologia, al liceo, aveva pronunciato un commento omofobo e, il giorno dopo, lui era fuori scuola ad esibire un bacio con il suo ragazzo, e ne parlava come se fosse l’unica reazione logica possibile.
Be’, cacchio: quanto velocemente sta cambiando la nostra società?

Non so: voglio essere ottimista, oggi; forse sulla scìa del risultato delle elezioni amministrative, o magari soltanto perché mi va.

E penso anche che, sì: si è molto ingenui e manicheisti a vent’anni; ma si è anche cuccioli, tendenzialmente privi di cattiveria, propensi alla spontaneità assoluta e all’amore verso il prossimo, chiunque esso sia.
Poi si cresce: la vita ci scotta, ci delude, e allora si coltiva l’egoismo, l’odio, l’artificiosità e il piccolo mondo dei nostri biechi interessi; si perde il senso della fratellanza tra gli uomini e si inizia a sospettare (non proprio a torto) che ognuno guardi soltanto al suo tornaconto e stia lì per ingannarci.

C’è una parte di me che è rimasta a vent’anni, anche di meno. E che vorrebbe conservare alcune utopie di quell’età.

Ecco, il tipo, in chat, aveva detto di voler fare roba da un punto di vista sessuale: ma poi ha preferito passeggiare e raccontarmi la sua  (giovane) vita, invitandomi a rivederlo tra due giorni.

Dovrei forse fare l’adulto e dire: che palle, mi ha fatto solo sprecare tempo, benzina ed autostrada e, poi, cosa cambia – alla fine – tra il fare certe cose la prima o la seconda volta, quando del resto è chiaro che non nascerà una folle storia d’amore? :D

Ma no: piuttosto penso che un essere umano ha aperto la sua anima a me e lo ha fatto con candore ed ingenuità; ed è una cosa bellissima, che mi rende ugualmente contento.
E mi fa illudere, alla fine, che ci possa essere amore e fratellanza tra gli individui, senza fini occulti.
Anche se poi so che non è sempre così. Soprattutto alla mia età.



Questo è un post di admin scritto in data 31 maggio 2011 alle ore 12:53 e appartiene alla categoria Esperienze. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

Un commento

  1. Dario ha detto:

    la speranza di trovare una persona speciale è sempre dietro l’angolo, perchè penso che sia una di quelle cose che riesce a mentenerci vivi o almeno per me è cosi. Quando si incontra qualcuno penso anche che nutriamo delle aspettative, io le nutro, nutro di trovarmi di fronte la persona della mia vita oppure di trovare una persona diversa da tutte le altre che mi affascini o più semplicemente di trovare un amico. In pratica ciò non è quasi mai avvenuto ed infatti dopo il primo appuntamento difficilmente c’è stato un proseguimento.
    Per quanto riguarda l’età, sì di solito una persona giovane ha molta ingenuità e forse poco da dare a chi invece ha accumulato più occasioni di vita però è anche vero che ci sono persone anagraficamente grandi ma che hanno vissuto comunque poche esperienze, quindi credo che non ci sia un canone da seguire se non quello di fare ciò che sentiamo.

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