Qualche incontro d’antan

Il sonno è venuto meno, così ho iniziato a dare uno sguardo ai miei contatti Facebook e Skype per ricordare qualche bel momento condiviso.
È da tanto, infatti, che non scrivo a proposito delle mie esperienze, e mi è sembrato il caso di rimediare. Ho cambiato come d’abitudine i nomi, ma – stavolta – ho conservato la prima lettera.

Dunque: ho incontrato Dario più volte. Mi ha colpito perché c’è stato grande feeling nelle coccole, e quando m’ha detto: “Faccio tutto io, ti va?”, e si riferiva alla possibilità di penetrarsi con il mio pene, m’ha fatto eccitare molto, al punto che ci ho pensato davvero. Poi ho desistito perché ero com’ero.

Lamberto, invece, s’è fatto apprezzare per essere un twink molto carino, anche se dal piglio un po’ autoritario. Le nostre sessioni di petting erano eccitanti.

Mi ricordo poi di Antonio perché, quando ci coccolavamo, iniziava a parlare ed a raccontarmi tutte le sue cose, ed io apprezzavo tanto l’atmosfera che si veniva a creare ed anche la sua voce.

Aniello ci teneva a restarmi abbracciato e fu uno degli ultimi incontri fatti. È bello ricordarlo.
Prendevo i farmaci, allora, e non sentivo quasi nessuna sensazione di piacere, quindi quando si inginocchiò davanti a me per praticare del sesso orale avvertii poco e niente, però l’esperienza mi suggeriva ch’era bravo e si stava impegnando.

Con Sergio c’era un eccellente feeling fisico e mi eccitava tantissimo. L’ho visto più volte. L’ultima di esse lui insistette perché ci reincontrassimo: sovvenendomi che ero stato bene in sua compagnia non seppi dir di no. Ma anche in quel caso i farmaci rovinarono l’incontro, sia perché guidavo malissimo, sia da un punto di vista sessuale. Mi piacerebbe compensare all’ultimo appuntamento abbastanza scadente.

Edoardo mi sembrava fin troppo carino perché acconsentisse a venire con me. Però mi lasciò capire che potevo piacergli, quindi non seppi lasciarmi sfuggire l’occasione. Trascorremmo la notte a parlare, mentr’io guidavo per il suo paesino deserto. Speravo continuamente mi facesse cenno d’appartarci, ma rimasi deluso.

Dante non si chiamava veramente Dante, ma era tra quelli che più s’avvicinava al mio ideale fisico di bel ragazzo. Studiava canto, così mi divertii a fargli sentire la mia voce mentre l’autoradio diffondeva la musica che piaceva anche a me. Mi diceva d’avere anche lui una 600, ma mi pare di non aver mai visto la sua. Cambiava spesso casa ed una volta mi invitò ad entrare: prendemmo un caffè e ci mettemmo sul letto; dovetti trattenermi sessualmente perché sapevo che avrei apprezzato ogni cosa.

Marco non l’ho mai incontrato, ma voglio citarlo lo stesso perché credo che sia importante avere riconoscenza anche per le piccole cose. Anche lui appartiene al periodo orrendo in cui l’angoscia derivante dalle medicine e ovviamente dalla malattia mi attanagliava giorno e notte. Mi contattò e videochattammo a lungo. Io non ero per niente in forma e le giornate non passavano mai. Vedere un ventenne così carino che mi stuzzicava mi tirò su anche il morale e mi trasfuse la speranza che, un giorno, le cose sarebbero migliorate. Magari bastava attendere.



Questo è un post di admin scritto in data 26 ottobre 2016 alle ore 02:48 e appartiene alla categoria Esperienze. Puoi seguire i commenti a quest'articolo attraverso un feed apposito. Sei invitato a lasciare un commento. Non è consentito il ping.

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